Aree Marine Protette | WWF Italy
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© naturepl.com / Alex Mustard / WWF

Aree marine protette

​Perché è importate difendere la biodiversità attraverso le Aree Marine Protette.

Le Aree Marine Protette (AMP) sono essenziali per il recupero, la protezione e l’aumento della biodiversità degli oceani e per la protezione di habitat critici, specie e funzioni ecologiche.

IL RUOLO DELLE AREE MARINE PROTETTE 

  • Conservano la biodiversità e forniscono rifugi per specie in via di estinzione e specie minacciate.
  • Proteggono gli habitat critici da danni dovuti a pratiche di pesca distruttive e da altre attività umane e consentire loro di ricostituirsi.
  • Forniscono aree in cui i pesci possono riprodursi e crescere fino  alla loro dimensione adulta
  • Aumentano le catture di pesci (per dimensioni e quantità) nei siti di pesca circostanti
  • Aumentano la resilienza degli ecosistemi, necessaria per proteggerli contro effetti esterni dannosi come il cambiamento climatico
  • Aiutano a mantenere culture, economie e mezzi di sussistenza locali intrinsecamente legati all'ambiente marino
  • Aiutano a promuovere uno sviluppo economico e sociale sostenibile. 


In base alla Convenzione sulla diversità biologica (CBD), i paesi del Mediterraneo si sono impegnati a proteggere efficacemente il 10% delle loro acque marine e costiere entro il 2020, ma pochi di essi hanno raggiunto tale obiettivo.  


LE PRINCIPALI MINACCE PER LE AREE MARINE PROTETTE 

Sebbene il 9,68% della superficie del Mar Mediterraneo sia stata designata come area marina a vario titolo protetta (includendo le AMP, i siti natura 2000, la parte marina dei siti Ramsar e delle riserve della biosfera dell'UNESCO e le Aree Specialmente Protette di Interesse Mediterraneo- ASPIM), principalmente nel nord del Mediterraneo, questa percentuale è perlopiù costituita da piccoli paper park, ovvero aree marine che non sono efficacemente gestite (assenza di un ente gestore e/o di un piano di gestione, di  sorveglianza, di staff e/o di finanziamenti per implementare misure a protezione dell’ecosistema).

Inoltre, solo lo 0,03% del Mar Mediterraneo è coperto da aree a protezione integrale, dove qualunque attività è completamente interdetta. 
 La situazione non è da meno in Italia, dove, sebbene il  19,12% delle acque territoriali italiane (0-12 miglia nautiche) sia coperto da aree marine a vario titolo protette, solo l’ 1,67% delle acque territoriali italiane è coperto da aree a vario titolo protette che implementano efficacemente i propri piani di gestione. Solo lo 0,1% delle acque territoriali italiane è coperto da aree a protezione integrale.

 

COSA FACCIAMO:

Stiamo lavorando in tutto il Mediterraneo per creare più AMP e garantire che siano ben gestite, adeguatamente finanziate ed efficaci. Il nostro obiettivo è creare una rete di AMP coerente e connessa in tutto il Mediterraneo che copra l'intero spettro di habitat, specie e contesti geografici, compresi habitat offshore come i monti marini.

In Italia chiediamo alle istituzioni di:

  • Trasformare i paper park in veri e propri strumenti di conservazione;

  • Proteggere aree chiave per la biodiversità attualmente non rappresentate nella rete di aree protette;

  • Garantire equità e inclusività nella gestione delle aree protette;

  • Aumentare i finanziamenti e introdurre finanziamenti innovativi e sostenibili;

  • Integrare le aree protette in una più ampia gestione sostenibile degli ecosistemi marini italiani attraverso piani dello spazio marino che tengano in considerazione l’ecosistema. 

Per approfondire: scorecard e check up Amp >> 

Siamo anche impegnati direttamente sul campo attraverso la gestione dell'AMP di Miramare (Friuli Venezia Giulia)  e siamo parte della gestione dell'AMP di Torre Guaceto in Puglia. 

Inoltre, lavoriamo con i pescatori e le AMP di Porto Cesareo (Puglia), Penisola del Sinis-Isola di Mal Di Ventre (Sardegna) e Capo Milazzo (Sicilia) per promuovere processi di co-gestione della piccola pesca dove pescatori, ricercatori, istituzioni locali e ong collaborano attivamente per una pesca sostenibile dal punto di vista ecologico e socio-economico.

Scopri di più sul nostro progetto dedicato alla piccola pesca >>

Questo processo è essenziale per garantire una maggiore efficace delle aree protette: a Torre Guaceto, dove i pescatori partecipano alla gestione dell’area protetta, essi ricordano che i grandi pesci riproduttori producono 15 volte più uova e larve all'interno dell'area protetta che all'esterno, per cui le catture al di fuori della zona sono raddoppiate a grazie alla protezione. 

Pelagos: il santuario dei cetacei 

Il Santuario Pelagos ospita il 18% delle specie marine di tutto il mondo.
Tra le dodici specie di cetacei presenti, il capodoglio e il delfino comune sono specie minacciate secondo la Lista Rossa della IUCN, mentre il tursiope, la stenella striata e la balenottera comune sono specie vulnerabili. 

Tuttavia, questi animali non vivono solo entro i confini di Pelagos: secondo i più recenti dati scientifici (UNEP-MAP-RAC/SPA, 2013) diversi gruppi di cetacei (tra cui balenottere, capodogli, globicefali, grampi, tursiopi e stenelle) utilizzano habitat al di fuori dei confini del Santuario, in particolare intorno alle isole Baleari, nel Golfo del Leone e al nord della Sardegna.

L’allargamento del Santuario con l’inclusione del Golfo del Leone e delle Isole Baleari, promosso dal WWF, favorirebbe un approccio più integrato e completo alla conservazione dei cetacei, più coerente con l’area abituale di attività (home range) di queste specie e con la scala delle minacce umane che le impattano. 

Scopri di più sui nostri progetti per la difesa dei cetacei nel Mediterraneo >> 

I benefici delle Aree Marine Protette

  • Conservano la biodiversità e forniscono rifugi per specie in via di estinzione e specie minacciate.
  • Proteggono gli habitat critici da danni dovuti a pratiche di pesca distruttive e da altre attività umane e consentire loro di ricostituirsi.
  • Forniscono aree in cui i pesci possono riprodursi e crescere fino  alla loro dimensione adulta
  • Aumentano le catture di pesci (per dimensioni e quantità) nei siti di pesca circostanti
  • Aumentano la resilienza degli ecosistemi, necessaria per proteggerli contro effetti esterni dannosi come il cambiamento climatico
  • Aiutano a mantenere culture, economie e mezzi di sussistenza locali intrinsecamente legati all'ambiente marino.

Santuario Pelagos in numeri

  • Data di istituzione: il Santuario Pelagos è stato creato nel 1999 grazie ad un accordo internazionale. Nel 2002 è stato ufficialmente riconosciuto Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea 
  • Superficie: 87.500km2 che copre lo spazio marino al largo delle coste di Francia, Italia e del Principato di Monaco e rappresenta il 4% del 7% totale di superficie  marina protetta nel Mediterraneo. 
  • Specie protette: ospita il 18% delle specie marine di tutto il mondo.


Mediterraneo e traffico marittimo

  • Il 30% del traffico marittimo di tutto il mondo transita nel Mediterraneo; 
  • Il Mediterraneo è insieme al Sud-Est asiatico una delle regioni più trafficate per il trasporto di passeggeri; 
  • Le collissioni derivanti dal traffico marittimo hanno provocato un aumento della mortalità dei grandi cetacei di circa il 20%; 
  • Dalle 8 alle 40 balenottere muoiono ogni anno nel Mediterraneo a causa di collisioni; 
  • Nel Santuario Pelagos il rischio di collisione dei grandi cetacei con le navi è 3,25 volte superiore rispetto al resto del Mediterraneo.