WWF: dalla COP15 ci aspettiamo che i governi del mondo investano in natura

Si svolgerà a Kunming in Cina dall’11 al 15 ottobre la COP15 sulla Biodiversità, le richieste del WWF

Portare da 100 a 700 miliardi di dollari gli investimenti per non far estinguere 1 milione di specie

A pochi giorni dalla prima sessione della COP 15, la Conferenza delle Parti sulla Biodiversità – che si svolgerà a Kunming in Cina dall’11 al 15 ottobre – il WWF chiede a tutti i governi del mondo di investire in natura. Solo facendolo il nostro capitale naturale potrà difenderci dalle pandemie e dal cambiamento climatico, garantendoci salute e benessere.

Il WWF ricorda che per invertire la curva della perdita di biodiversità dovremmo far crescere di 6 volte gli investimenti che attualmente vengono stanziati ogni anno su scala globale (da 100 miliardi a 700 miliardi di dollari, fonte UNEP e UNDP, le agenzie ONU sull’ambiente e lo sviluppo) . Non possiamo permetterci di provocare l’estinzione di un milione di specie vegetali e animali che sono già oggi a rischio (come è stato attestato nel 2019 da IPBES – l’Intergovernamental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’ONU, l’equivalente per la biodiversità al ruolo dell’IPCC per il cambiamento climatico).

Come conclusione di questa prima sessione della COP 15 i governi stanno lavorando alla “Dichiarazione di Kunming”, in cui verranno definiti gli obiettivi generali e le indicazioni di percorso che porteranno a definire il Quadro Globale sulla Biodiversità (Global Biodiversity Framework) al 2030 che verrà definito nei dettagli in una seconda sessione fissata dal 25 aprile all’8 maggio 2022, sempre a Kunming.

Lin Li, Direttrice Global Policy e Advocacy del WWF Internazionale, a proposito dell’attuale bozza, afferma: “Il testo della Dichiarazione di Kunming è molto generico e privo di misure concrete per la sua attuazione, ma segnala la direzione da prendere. Se adottata, la Dichiarazione sarà molto significativa, perché riconosce che l’obiettivo del GBF post-2020 dovrebbe essere quello di invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Il testo afferma inoltre che, per riuscire a garantire un mondo ‘nature-positive’, occorre, da un lato, migliorare le attuali azioni di conservazione, dall’altro agire sul fronte della produzione e dei consumi non sostenibili. Questi sarebbero progressi importanti”.

Lin Li, aggiunge: “Stiamo affrontando una crisi della natura che minaccia sia la nostra salute che le nostre economie, ma i governi non sono finora riusciti a dimostrare di voler intraprendere azioni serie per affrontare la perdita di biodiversità. La COP15 rappresenta per i nostri leader un’opportunità irripetibile per garantire un accordo globale sulla biodiversità che offra un mondo nature-positive per le persone e per il pianeta”.

E specifica: “L’attuale bozza di accordo sulla biodiversità è debole in diverse aree chiave, tra cui i meccanismi di finanziamento e i fattori che determinano la perdita di biodiversità: è essenziale che i leader utilizzino il vertice di ottobre per inviare un segnale forte e inequivocabile del proprio impegno a garantire un risultato che favorisca la trasformazione”.

“È essenziale che i leader che si sono impegnati a sostenere la natura non perdano tempo e traducano questi impegni in un disegno ambizioso durante i negoziati. La Cina, in quanto Paese che detiene la presidenza della COP15, ha un ruolo vitale da svolgere nel guidare i leader a mostrare la propria volontà politica per assicurare un mondo nature-positive entro il 2030”, conclude Lin Li.

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