Cambiamenti climatici e malattie trasmissibili | WWF Italy

Il cambiamento climatico di origine antropica è un dato di fatto e un fattore di rischio rilevante.

Il cambiamento climatico, che influisce fortemente sul funzionamento degli ecosistemi, può favorire la diffusione di patogeni e l’insorgere di nuove epidemie. 

LEGGI IL REPORT COMPLETO >>

riscaldamento globale

LA CRISI CLIMATICA: UN DATO DI FATTO

Il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato, con un aumento medio della temperatura globale di circa 1,1°C rispetto all’era pre-industriale.

Gli ultimi cinque anni sono stati i cinque più caldi della storia e anche l’ultimo decennio, 2010-2019, è stato il più caldo della storia (da quando esistono registrazioni attendibili della temperatura della superficie media della Terra).

Dagli anni Ottanta, ogni decennio successivo è stato più caldo di tutti i precedenti dal 1850. 

Il ghiaccio artico è in calo a un tasso del 12,85% per decennio. 

CRISI CLIMATICA E RESPONSABILITÀ UMANA

La comunità scientifica è ormai unanime nell’indicare le attività umane quali responsabili della crisi climatica, in particolare a causa dell’aumento dei gas serra. La concentrazione di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli record: è aumentata del 147% per l’anidride carbonica (CO2), del 259% per il metano (CH4) e del 123% per il protossido di azoto (N2O) rispetto ai livelli preindustriali (dati 2018, tendenza confermata nel 2019). La CO2 in atmosfera viene attualmente stimata, in media, in 413 parti per milione (in volume), una concentrazione che non si registrava da almeno 650 mila anni, ma probabilmente da molto prima. 

E questi cambiamenti così repentini possono avere risvolti estremamente significativi anche sulla nostra salute. 

riscaldamento globale

MALATTIE CLIMA-SENSIBILI: ALCUNI ESEMPI

Il clima nelle regioni settentrionali sta cambiando più velocemente della media globale rendendolo più esposto al rischio di malattie infettive sensibili al clima (Climate Sensitive Infections) rilevanti per gli animali selvatici e per l’uomo. 

Sono state identificate 37 potenziali malattie infettive clima-sensibili per le regioni del Nord. Le malattie trasmesse da artropodi in particolare sono riconosciute come potenzialmente in grado di espandere la loro distribuzione verso le latitudini settentrionali e quell’encefalite e borreliosi trasmesse da zecche, la febbre catarrale degli ovini e l’infezione parassitaria, la fasciolosi, può essere classificata come sensibile al clima.

Modifiche dell’areale geografico e altitudinale di alcune specie vettori causate dal riscaldamento climatico sono state documentate in Europa per le zecche della specie Ixodes ricinus, vettore di patologie quali il morbo di Lyme e l’encefalite mediata da zecche (TBE). 

Condizioni climatiche più calde rendono più rapido il ciclo vitale delle zanzare, diminuendone la longevità ma facendone aumentare significativamente l’abbondanza primaverile in Europa meridionale e quella complessiva in Europa settentrionale: oltre ad estenderne la stagione di attività e quindi la probabilità di trasmissione all’uomo.  

COSA ACCADE IN ITALIA

L’Italia ha attraversato il decennio più caldo della sua storia. Questo non solo ha comportato la crescente fusione dei nostri ghiacciai. e minacce alla sopravvivenza di specie vegetali e animali, ma la crisi climatica in corso è certamente un rischio per la salute pubblica. In particolare, il cambiamento climatico sta causando nel nostro Paese un aumento degli eventi meteorologici estremi come ondate di calore, piogge intense e allagamenti costieri, una espansione di nuove specie di vettori di malattia, un peggioramento della qualità dell’aria e al rischio incendi aggravato dalla siccità. Ma il cambiamento climatico, provoca anche la ricomparsa di agenti infettivi precedentemente endemici (tra i quali il poliovirus, presente in paesi limitrofi e il bacillo della tubercolosi) e all’arrivo di nuove malattie esotiche trasmissibili, come Dengue, Chikungunya, Zika, Febbre del Congo-Crimea (CCHF, Crimean-Congo Hemorrhagic Fever). Negli ultimi anni in diverse regioni italiane si sono verificati focolai di Chikungunya e la presenza dei vettori di questi virus è ormai stabilmente segnalata in molte regioni del Mediterraneo.
Gli effetti avversi del cambiamento climatico in atto possono incidere anche sulla qualità dell’aria aggravando i livelli di inquinamento già troppo elevati, in particolare nei contesti urbani, e potrebbero portare anche a modifiche nella distribuzione della flora e fauna locali, con possibile degradazione della biodiversità. L’Italia ha ancora il triste primato in Europa di morti premature (45.600 nel 2016) da esposizione alle polveri sottili PM2.5 con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro, che pone l’Italia all’11esimo posto al mondo. Infine, con un aumento di 1°C, aumentano del 2% anche depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati.

AIUTACI A FERMARE LA DISTRUZIONE DEGLI ECOSISTEMI

Non possiamo essere sani in un ecosistema malato. Diventa socio WWF e aiutaci a difendere la tua salute e quella del pianeta.

DIVENTA SOCIO WWF >>

Ultime notizie

50 anni di educazione ambientale per i cittadini di domani

Donando al 45585 aiutaci a portare il verde che non c'è nelle scuole italiane

26 Sep 2020 Leggi tutto »

Impariamo dalla natura gli Ecotips WWF per l'educazione ambientale

Attivo il numero 45585 per costruire nuovi spazi verdi nelle scuole italiane

25 Sep 2020 Leggi tutto »