I corsi d’acqua costituiscono una rete fondamentale per il territorio, garantendo il ciclo dell’acqua, costituendo un incredibile numero di habitat e le condizioni di vita a migliaia di specie viventi.

Sono fondamentali anche per la nostra vita, fornendo acqua potabile, energia idroelettrica e non è un caso che le principali civiltà e città sono nate sulle sponde di fiumi. Sono però tra gli ambienti più minacciati dall’inquinamento, modifica dei corsi con barriere e argini e l’immissione di centinaia di specie aliene.

  • 1200
    sono i fiumi presenti in Italia
  • 41%
    dei fiumi italiani è ben al di sotto del buono stato ecologico
  • 46%
    dell'ittiofauna italiana è costituita da specie di provenienza esterna (specie alloctone)

Overview

I corsi d’acqua si distinguono per le dimensioni, la portata, la velocità con cui scorre l’acqua. Dalle sorgenti montane, si creano torrenti e ruscelli per unirsi e dare origine ai fiumi che possono raggiungere portate d’acqua considerevoli.

Gli habitat fluviali si diversificano sensibilmente lungo il corso, da monte alle foce in mare, con vegetazione caratteristica e specie a volte legate strettamente a questi ambienti. Alcuni habitat sono divenuti molto rari come le foreste a galleria ripariali che si sono ridotte in modo considerevole per la regimentazione dei corsi d’acqua e la canalizzazione.

Molto spesso i fiumi sono stati gestiti più come condotte in cui l’acqua doveva scorrere senza ostacoli, piuttosto che come ecosistemi che nella loro funzionalità avevano anche quella di rallentare la corsa dell’acqua e contenere i tempi delle piene a valle.

I fiumi sono stati pesantemente alterati non solo nella loro struttura, ma anche nella loro composizione fisico-chimica e delle specie. Fenomeni di inquinamento hanno reso alcuni corsi d’acqua praticamente privi di forme di vita e la composizione della fauna è stata alterata dal prelievo della pesca e con l’immissione di centinaia di specie estranee agli ecosistemi, che hanno creato relazioni di predazione e competizione con le specie originarie.

Cosa fa il WWF

Da molti anni ci battiamo per la conservazione dei fiumi italiani, lo facciamo direttamente con la tutela di alcune aree fluviali protette dalle Oasi WWF, come il fiume Sele in Campania dove vive ancora la lontra, l’Oasi di Ripabianca di Jesi nelle Marche dove c’è una importante garzaia di aironi o il torrente di montagna della Valtrigona in Trentino.

Il nostro impegno va però oltre e la campagna fiumi è nei nostri programmi di conservazione da molti anni. Negli anni ’80 e ’90 era focalizzata sulla tutela delle specie chiave come la lontra e gli anfibi, oggi non solo, la campagna #LiberiAmoifiumi vuole affrontare i problemi dei nostri fiumi promuovendo interventi contro il degrado dei nostri corsi d’acqua, favorire la loro rivitalizzazione con interventi di riqualificazione e rinaturazione e restituire, ove possibile, ai fiumi la loro libertà.

La gestione integrata dei corsi d’acqua non è solo una questione di conservazione della biodiversità, ma anche di gestione del territorio e un modo per contenere i molti danni causati dal dissesto idrogeologico.

Cosa puoi fare tu

Partecipa alle nostre iniziative sui fiumi come la campagna #LiberiAmoifiumi che attraverso la nostra rete di sedi regionali trova la sua attuazione su tutto il territorio nazionale. Se hai competenze e passione, puoi unirti come volontario in quei progetti che prevedono il censimento delle specie di anfibi e lo stato dei fiumi.

Informati anche di tutte le attività che svolgiamo in tutto il mondo per la tutela dei più importanti bacini fluviali del Pianeta, dall’Amazzonia al Bacino del Congo, al fiume Mekong.

  • APPROFONDIMENTI
    APPROFONDIMENTI

    Dalla notte dei tempi le civiltà si sono sviluppate in corrispondenza dei fiumi. Perchè? Forniscono acqua, ma anche un pozzo la fornisce. Approfondisci su One Planet School

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