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© Massimo Bernardi

GHOST GEAR: RETI FANTASMA E RETI DISMESSE

Affrontare il problema degli attrezzi da pesca attraverso prevenzione, recupero e riciclo

Questo progetto si inserisce nel piano d’azione regionale del WWF per ridurre la quantità di plastica immessa in mare. WWF vuole ridurre il volume di attrezzi da pesca fantasma e reti dismesse attraverso soluzioni preventive a supporto di un modello di economia circolare.

Il progetto Ghost Gear è un progetto finanziato dalla Fondation Segré, coordinato da WWF Mediterraneo e vede partecipi gli uffici nazionali WWF Italia e WWF Adria. In Italia il progetto è iniziato focalizzandosi in tre siti principali: l’Area Marina Protetta di Bergeggi in Liguria, l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo in Puglia, il Golfo di Patti in Sicilia, per poi estendersi lungo l’intera costa Ligure, Pugliese e Siciliana.

Con una durata di 5 anni, il progetto vede numerose collaborazioni con istituzioni locali, Enti Gestori delle Aree Marine Protette (AMP), pescatori, subacquei, altre ONG, associazioni locali e aziende di smaltimento e riciclo.

Portiamo avanti attività atte a individuare e rimuovere gli attrezzi fantasma con il supporto dei pescatori per renderli parte attiva della soluzione. Supportiamo attività di sensibilizzazione e l’implementazione di schemi nazionali e internazionali per la prevenzione, lo smaltimento, la raccolta e il riciclo non solo di reti fantasma ma anche di attrezzi dismessi ai porti.

IL PROGETTO A 360 GRADI

Aree di intervento in Italia e siti pilota

In Italia, il progetto si focalizza su tre regioni considerate strategiche per la presenza di attività marittime e per il valore naturalistico delle aree costiere: Sicilia, Puglia e Liguria.L’avvio operativo è stato impostato su tre siti pilota corrispondenti ad Aree Marine Protette (AMP), scelte per il loro ruolo chiave nella tutela degli ecosistemi e per la possibilità di attivare collaborazioni territoriali efficaci. I tre siti pilota sono: l’Area Marina Protetta di Capo Milazzo (Sicilia), l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo (Puglia) e l’Area Marina Protetta di Bergeggi (Liguria).

Lo strumento di segnalazione: l’app Ghost Net Zero

Per supportare l’obiettivo di mappatura, WWF Italia fa uso da ormai due anni dell’applicazione Ghost Net Zero, sviluppata da WWF Germania. Lo strumento è stato diffuso presso una community ampia e diversificata, composta da diving center, WWF Sub, apneisti, Aree Marine Protette e pescatori, con l’obiettivo di facilitare la segnalazione della presenza di attrezzi da pesca abbandonati o dispersi in mare.
L’app rappresenta un elemento fondamentale del progetto perché consente di raccogliere dati in modo partecipato e capillare, aumentando la capacità di individuare hotspot e situazioni critiche. 

Mappatura e recupero: collaborazione con l’Arma dei Carabinieri (2024 e 2025)

Nel 2024, WWF Italia ha avviato una collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, in particolare con il Centro Subacqueo, per svolgere attività di mappatura e rimozionedegli attrezzi da pesca fantasma in Liguria. L’intervento si è concentrato nelle aree maggiormente impattate intorno all’Area Marina Protetta di Bergeggi. In questo contesto è stata mappata estensivamente l’area della Secca dei Maledetti, contribuendo a una migliore conoscenza della distribuzione dei ghost gear e delle priorità operative per la rimozione.
La stessa collaborazione con l’Arma dei Carabinieri ha permesso di estendere l’azione anche in Puglia, nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. In questo caso, la mappatura è stata effettuata anche tramite l’utilizzo di ROV (Remotely Operated Vehicle), consentendo di osservare e identificare gli attrezzi dispersi in modo più efficiente. A valle della fase di mappatura, è stato possibile procedere con interventi di pulizia dei fondali.Nel 2025 si è svolta anche un importante operazione di recupero di un enorme rete fantasma che ha visto coinvolti 17 sub specializzati del Centro Carabinieri Subacquei per 10 giorni di lavoro. Si tratta di una delle più grandi rimozioni mai effettuate in Italia ripulendo il mare da una rete fantasma pesante più di una 1 tonnellata 

Rafforzamento della rete WWF SUB e coinvolgimento Diving (2025)

Nel 2025, la collaborazione con la rete WWF SUB è stata fortificata e resa ancora più operativa, includendo 12 diving che hanno partecipato attivamente alle attività del progetto. I diving coinvolti hanno contribuito sia alla mappatura, esplorando zone nuove e ampliando la copertura nelle regioni di interesse, sia alle attività di pulizia dei fondali.
Questo rafforzamento della rete ha permesso di rendere più continuativa la raccolta di informazioni e più frequenti gli interventi sul campo. Considerati i risultati e il valore della partecipazione dal basso, si intende replicare l’iniziativa anche nel 2026, consolidando ulteriormente il modello di collaborazione con la community subacquea.I risultati del progetto nel 2025 sono:

  • tot Diving coinvolti: 12 squadre
  • tot giornate di lavoro: 50+
  • 31 siti oggetto di mappatura e rimozione
  • Kg recuperati con WWF SUB: 1782+ kg 

Nel 2025 WWF Italia ha ripulito i mari da più di 3 tonnellate di reti da pesca fantasma.

Riciclo: collaborazione con Enaleia e filiera in Liguria

Per quanto riguarda il riciclo e la gestione delle reti dismesse, WWF ha stretto una collaborazione con l’organizzazione greca Enaleia. Grazie a questa partnership è stato possibile organizzare un sistema di filiera per la raccolta delle reti lungo tutta la Liguria. Il lavoro svolto ha portato alla raccolta di più di otto tonnellate di reti dismesse, che sono state successivamente separate e avviate al riciclo.
L’attivazione di una filiera strutturata rappresenta un elemento cruciale del progetto, perché permette di trasformare un rifiuto potenzialmente disperso in mare in una risorsa da reimmettere in circuiti produttivi, riducendo al contempo i costi ambientali e favorendo pratiche di gestione più responsabili.

Policy e advocacy: Salvamare, decreti attuativi ed EPR

Infine, WWF Italia sta lavorando a livello di policy advocacy attraverso la redazione di documenti tecnici riguardanti la Legge Salvamare, gli attuali decreti attuativi emanati e gli schemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per gli attrezzi da pesca.
Questo filone di lavoro è essenziale per garantire che le attività di mappatura, recupero e riciclo possano essere sostenute e replicate nel tempo, grazie a un contesto normativo chiaro e favorevole, capace di abilitare buone pratiche, ridurre gli ostacoli operativi e promuovere responsabilità condivise lungo la filiera.

Obiettivi

Il nostro obiettivo globale è quello di ridurre il volume di attrezzi da pesca fantasma e reti dismesse attraverso soluzioni preventive a supporto di un modello di economia circolare. In particolare, il progetto si pone 4 obiettivi specifici:

  • Obiettivo 1: Entro il 2024,  mappare gli attrezzi fantasma nei fondali dei siti selezionati;
  • Obiettivo 2: Entro il 2026, recuperare 8 tonnellate di attrezzi fantasma;
  • Obiettivo 3: Entro il 2028, riciclare e rigenerare almeno 24 tonnellate di attrezzi da pesca fantasma e/o dismessi;
  • Obiettivo 4: Entro il 2028, a livello locale e/o nazionale adottare misure preventive e regolamenti per facilitare lo smaltimento degli attrezzi da pesca.

Info di progetto

Dove: Italia (Area Marina Protetta di Bergeggi, l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, il Golfo di Patti); Croazia (Isola di Vis, Arcipelago settentrionale di Dugi otok, Arcipelago di Molat)

Habitat: marino e terrestre

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