Monte Sant'Elia

L’Oasi WWF Monte Sant’Elia è una bellissima area collinare delle Murge orientali affacciata sulla gravina e sul golfo di Taranto, tipico ambiente steppico mediterraneo. E’ parte delle Riserva Naturale Regionale e designata come Zona Speciale di Conservazione (IT9130007) nel Comune di Massafra (TA). E’ anche una Zona di Protezione (ZPS IT9130007). L’area, di 93 ettari, protegge il paesaggio tipico pugliese con le tipiche strutture pugliesi: i trulli.

Ambiente, Flora e Fauna

Monte Sant’Elia, incastonato nel versante meridionale delle Murge orientali, nel comprensorio delle gravine tarantine, si sviluppa, con il bosco Caracciolo e alcuni pascoli e seminativi, attorno alla masseria omonima, il cui complesso di trulli risale alla fine del Seicento.

Dai 450 metri di quota dell’oasi si domina il Golfo di Taranto e la vista giunge fino al massiccio del Pollino e della Sila.

Il bosco di leccio – circa 70 ettari – e la macchia mediterranea ospitano numerose specie di piante di notevole interesse fitogeografico in quanto di origine balcanica o perché rare, localizzate, o addirittura esclusive come l’Ophrys tarentina, orchidea selvatica endemica delle province di Taranto, Brindisi, Matera e Cosenza. Sono numerosissime le orchidee spontanee, tra cui la meravigliosa Barlia robertiana.

L’area conserva ancora discrete estensioni boschive dominate dal fragno e dal leccio, marginalmente sono presenti i querceti a roverella e le pinete a pino d’Aleppo, frutto di recenti rimboschimenti. Nel sottobosco troviamo ciclamini, viole, pungitopo, felci, edera.

Le specie segnalate comprendono: il lanario, il grillaio, il biancone, il gufo reale, e molti altri rapaci, sia diurni che notturni: gheppio, barbagianni, civetta, gufo comune e assiolo.

L’area delle gravine è interessata in primavera da un notevole flusso di rapaci in migrazione che, risalendo la costa ionica, attraversano e superano le Murge per spingersi sul versante adriatico della regione e continuare il viaggio verso nord.

Tra i mammiferi: l’Istrice, il tasso la faina e la donnola. Particolarmente interessanti sono la presenza di specie di origine balcanica come il geco di Kotschy e il colubro leopardiano, oltre alla testuggine di Hermann.

Visita e contatti

L’Oasi è visitabile su prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00

Come raggiungere l’Oasi

Da Bari e da Taranto: dalla S.S. 100 uscire a Mottola e proseguire in direzione Noci per 5,6 km fino ad un tornante a sinistra. Poco dopo svoltare a destra in direzione Martina Franca; proseguire per circa 5 km fino a trovare sulla destra la strada che conduce all’oasi. Percorrerla per circa 2 km fino alla masseria.

Da Martina Franca: seguire le indicazioni per Mottola e proseguire per circa 22 km fino ad imboccare sulla sinistra il tratturo che condurrà per circa 2 km alla masseria dell’oasi.

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