Saline di Trapani e Paceco

Le saline di Trapani e Paceco rappresentano uno scampolo di Natura sottratta 26 anni fa all’espansione urbana grazie all’istituzione della Riserva; oltre ad essere tra le ultime saline rimaste produttive in Sicilia sono anche uno scrigno di biodiversità, in cui attività produttive e conservazione della natura coesistono. Qui si concentra un grande patrimonio naturalistico riconosciuto come Zona di Protezione Speciale (ITA010028) e Zona Speciale di Conservazione (ITA010007), IBA e Zito Ramsar, ma anche un’area di elevato valore paesaggistico, architettonico ed etno-antropologico.

Ambiente, Flora e Fauna

La grande distesa d’acqua che si estende a sud della città di Trapani si trova lungo una delle più importanti rotte migratorie tra l’Africa e l’Europa degli uccelli acquatici. Sono oltre 240 le specie di uccelli finora censite che utilizzano le saline come luogo di sosta, alimentazione, svernamento e sito di riproduzione. I Fenicotteri rosa sono oramai frequentatori abituali, mentre in primavera i nidificanti utilizzano gli argini delle saline per deporvi le loro uova, tra questi: avocetta, cavaliere d’Italia, volpoca, fratino, fraticello, gallinella d’acqua, garzetta, inoltre è possibile osservare la spatola ed altre rarità come il piro piro Terek.

L’oasi che si estende per 986 ettari offre un viaggio unico tra vasche, cumuli di sale, canali e mulini. Qui i salinari, sfruttando ingredienti naturali come il vento, il sole ed il mare, attraverso il passaggio dell’acqua in vasche di diversa dimensione e profondità, ottengono, in estate, per effetto dell’evaporazione e della conseguente precipitazione, il prezioso strato di cristalli di sale marino.

La vegetazione delle saline annovera circa 450 specie alofile; lungo gli argini è facile scorgere il Fungo di Malta, il Limoniastrum monopetalum o la Calendula maritima inserita dall’IUCN nella lista delle piante delle isole del Mediterraneo a rischio di estinzione. Non mancano rarità tra gli insetti come la Teia dubia, presente solo in questa zona, poiché la femmina priva di ali ne impedisce la diffusione, la Platycleis (Decorana) drepanensis, cavalletta scoperta solamente nel 2006, classificata come endemismo puntiforme e diverse specie di Cicindele (Cicindela circumdata e Cicindela litorea).

Visita e contatti

Si effettuano visite guidate con il personale della Riserva tutto l’anno, mercoledì, venerdì, e sabato previa prenotazione

Come raggiungere l’Oasi

Nei comuni di Trapani e Paceco, a sud della città di Trapani. Per raggiungere la riserva da Palermo, percorrere l’autostrada A29 Palermo/Mazara del Vallo in direzione Trapani, finita l’autostrada seguire le indicazioni “porto” e successivamente imboccare la S.P.21 in direzione Marsala sino al Centro Visite (Mulino Maria Stella).

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