Elezioni europee 2019 | WWF Italy

Elezioni europee 2019

Italia chiama Europa

© WWF Italia
©: Frank Paul / WWF

Il patto europeo per la sostenibilità

In vista delle prossime elezioni europee abbiamo presentato alle maggiori forze politiche dei Paesi Membri dell'UE il "Patto europeo per la Sostenibilità": un accordo di 11 azioni e 4 obiettivi per sostenere, rafforzare e rilanciare l'Europa in ambito ambientale. Scopri di più >>

Un’Europa più sicura, più competitiva e autorevole su scala globale è possibile!

Dall'Europa per l'Italia una spinta decisiva sulla tutela della biodiversità e sullo sviluppo sostenibile

“L’Europa ci ha insegnato come perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile tenendo conto del principio di precauzione nell’uso delle risorse naturali, migliorando i nostri standard di vita, grazie ad un patrimonio di 550 direttive, regolamenti e decisioni in campo ambientale". 

Così Gaetano Benedetto, direttore generale del WWF Italia, ha definito il grande vantaggio che l'Italia ha come Paese membro dell'UE. Oggi, se la vita degli italiani e il benessere della natura che ci circonda sono migliorati è stato grazie norme ambientali adottate, l'80% delle quali derivano dall'Unione Europea. 

L'Italia, però, può e deve ancora migliorare le proprie performance in tema di rispetto delle norme ambientali e sviluppo sostenibile.

Sono 17 le procedure d’infrazione aperte, 43 le istruttorie e 548 i milioni di euro per multe europee. Le prossime elezioni europee possono essere l'occasione giusta per riportare il nostro Paese al passo con l'Europa. 

©: Overshoot Day 2019

Overshoot Day per l'Unione Europea

Per l'Unione Europea il 10 maggio è stato il giorno definito come "Overshoot Day", ossia la data entro la quale i cittadini e le cittadine europee possono considerare di aver esaurito il budget di Natura a loro disposizione. 

Per noi cittadini dell'UE l'Overshoot Day è il duro promemoria che ci ricorda che il nostro consumo sta contribuendo al crollo ecologico e climatico del Pianeta. 

                                                   Leggi di più sull'Overshoot Day >>

Le prossime Elezioni Europee devono essere l'occasione per scegliere un percorso diverso che consenta la prosperità dei beni naturali del nostro Pianeta. 

©: Adam Oswell

10 mosse per mettere l'Italia al passo con l'Europa

  1. Concretizzare la Strategia per lo Sviluppo sostenibile e introdurre indicatori di impatto ambientale nella contabilità nazionale, territoriale e di impresa che includano il capitale naturale, oltre che recepire al più presto la nuova Direttiva per il bando di 10 oggetti fatti con plastica monouso.

  2. Dotarsi entro l’anno di un Piano Nazionale Energia e Clima che faccia scelte chiare,  ambiziose e operative su fonti rinnovabili, efficienza e  risparmio energetico e confermi l’uscita dal carbone entro il 2025. Inoltre va approvata  una Strategia nazionale a lungo termine per arrivare al più presto, e comunque prima del 2050, a zero emissioni nette di gas serra per contribuire a contenere l’aumento febbre del pianeta entro l’1,5 gradi centigradi. 

  3.  Rilanciare la Strategia Nazionale per la Biodiversità, puntando su una migliore governance dei parchi nazionale e regionali e utilizzando lo strumento di co-finanziamento dei PAF (Pioritise Action Framework) per migliorare la tutela della Rete Natura 2000 (che copre il 19,3% della superficie terrestre e il 3,8 di quella marina). 

  4. Attuare pienamente la Strategia Marina Nazionale, incrementando il numero di SIC (Siti di Interesse Comunitario) marini e rafforzando il numero e il ruolo delle aree marine protette (AMP).

  5. Porre fine al sovrasfruttamento degli stock ittici utilizzando virtuosamente i Fondi europei per la pesca (FEAMP) e contrastando la pesca illegale e non regolamentata. 

6. L'Italia, poi, deve sostenere una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2020 che assicuri eco-schemi obbligatori per gli Stati membri.

7. Fare sforzi ulteriori per favorire un’agricoltura pulita dando piena attuazione alla Direttiva Nitrati e approvando un nuovo Piano d’Azione Nazionale Pesticidi che indichi severe regole per il loro uso e distanze minime obbligatorie di sicurezza dalle abitazioni e dalle colture biologiche e per ridurre il loro impiego nei siti della Rete Natura 2000.

8. Perseguire seriamente l’obiettivo stabilito dalla Direttiva Quadro Acque per il conseguimento del buono stato ecologico delle acque entro il 2025 e mettere al centro della pianificazione dei distretti idrografici e nella definizione delle priorità di intervento nazionali le Autorità di Bacino, visto che solo il 43% dei 7.494 fiumi italiani monitorati è in buono stato di salute mentre solo il 20% dei 247 laghi ha conseguito questo obiettivo.

9. Il nostro paese ha bisogno di una Strategia pluriennale a sostegno dell’economia circolare che punti all’innovazione dei processi produttivi e alla responsabilizzazione del consumatore, visto che siamo in difetto sulla raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici, come siamo in ritardo sulla raccolta e trattamento della frazione organica, mentre abbiamo solo disposizioni locali sui tessili e sui rifiuti da demolizione.

10. Dare nuovo rilancio anche alle iniziative che favoriscono l’end of waste, ferme alla fine degli anni ’90, e introdurre forme di responsabilità estesa del produttore (EPR), utilizzando anche la leva fiscale per penalizzare l’uso inefficiente di materiali e di energia. 

L'Europa per l'ambiente 

 

L'Unione Europea è l'organizzazione del continente che più si è interrogato sul proprio modello economico e sulla sua capacità di tenuta rispetto alla dimensione dei problemi ambientali globali, che rischiano di provocare gravi conseguenze. 
Questo ha portato l'Europa ha fare il primo passo verso lo sviluppo di un'economia attenta e responsabile, che tenga conto di temi quali "capitale naturale"
"limiti dello sviluppo" e "giustizia intergenerazionale". 

Il modello economico dell'UE è stata la risposta concreta ad una fase di transizione e ha permesso di migliorare significativamente l'economia tradizionale.

Oggi, l'Italia può e deve sfruttare meglio il vantaggio di stare nell'Unione Europea, condividendo norme e standard ambientali comunitari che permettano al Paese di essere più competitivo a livello globale. Questo è quanto emerge dal nostro Dossier "Italia chiama Europa-l'ambiente ritrovato" presentato in occasione delle prossime elezioni politiche di maggio 2019. 


 

 

Scarica qui il Dossier
©: WWF Italia

Alla presentazione del dossier WWF c'erano anche alcune attiviste del movimento di giovani per il clima, Fridays for Future:

"I dati emersi dallo Special report dell’IPCC sugli impatti del riscaldamento globale sono allarmanti, ma non perché non esista una soluzione alla crisi climatica: la leadership scientifica ci dice infatti che dal punto di vista fisico biologico siamo ancora in tempo e sono già state rilevate le azioni da intraprendere. Ciò che è allarmante è che l’ostacolo alla soluzione è economico e soprattutto politico", dice Eugenia, attivista del movimento Fridays for Future, rivolgendosi ai politici presenti alla conferenza stampa. "Molti giovani, e non solo, hanno finalmente preso piena coscienza della situazione. Oggi il nostro paese ha ancora 14 miliardi di fondi europei per l’ambiente da attivare entro il 2020, di cui addirittura 6 senza collocazione, miliardi che potrebbero risolvere il problema della gestione dei rifiuti. Ma questo è solo un esempio di tutto ciò che non fate nonostante abbiate i mezzi a disposizione".

"Per troppo tempo avete ignorato le vostre responsabilità per cui ora è giunto il vostro momento di scegliere: se rimboccarvi le maniche e cercare di porre rimedio alle vostre azioni, oppure continuare ad ignorare le responsabilità e perdere poco a poco consenso".  

Qui l'intervento completo dei Fridays for Future