Emergenza Amazzonia | WWF Italy

L’appello speciale di Piero Angela per l’Amazzonia


Sono passati più di 30 anni da quando decisi di affiancare il WWF nella grande sfida di far comprendere l’importanza della conservazione della natura.

Allora, in uno degli appelli che scrissi per il WWF, citavo lo scrittore H.G Wells: “Il futuro sarà una gara tra l’educazione e la catastrofe”. Ecco, il futuro è oggi.  Non possiamo dire che la gara sia conclusa. 

Oggi scrivo con la stessa urgenza di una volta, con lo stesso senso di impotenza.

L’Amazzonia brucia. Dall’inizio dell’anno 73.000 roghi, l’85% in più rispetto al 2018.   
La foresta tropicale più ampia del mondo.
 

La deforestazione continua imperterrita in tutte le aree del pianeta dove sono presenti le foreste. Solo nel 2018 le foreste delle aree tropicali hanno perso 12 milioni di ettari, un’area grande quanto l’intera Grecia: in un solo anno.

Di queste, 3.6 milioni di ettari, una superficie equivalente a quella del Belgio, era costituito da antiche foreste primarie, con alberi di centinaia o di migliaia di anni di età. Nessuno potrà restituirceli.


Tutto ciò non può lasciarci indifferenti, ci riguarda direttamente. Oggi sappiamo bene quanto lo stato di salute della ricchezza della vita sulla Terra, la biodiversità, sia garanzia del benessere, della salute e dello sviluppo delle società umane.

La natura ci mantiene in vita. Ci cura fornendoci principi attivi per le medicine, ci sostiene dandoci cibo e acqua. Se respiriamo, beviamo e mangiamo è grazie a quanto la natura ci mette a disposizione.




Eppure, la pressione delle attività umane continua ad aumentare, spinta da una economia della crescita che non si preoccupa del benessere degli esseri umani e della natura.  

Se oggi scrivo è perché credo ancora che possiamo far vincere l’educazione. Siamo ancora in tempo. Una nuova sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali sta affiorando e si diffonde specialmente tra i giovani, quei giovani a cui stiamo togliendo il futuro. 

Ma credo anche che l’educazione non basti più: servono progetti sul campo, quei progetti che il WWF realizza da mezzo secolo in tante parti del mondo, per proteggere concretamente le foreste, i mari e centinaia di specie animali minacciate. In Amazzonia le aree protette, anche grazie al WWF, sono state portate a 2.1 milioni di chilometri quadrati.  Ma è necessario sempre vigilare, infatti persino queste aree sono minacciate perché rischiano, con provvedimenti governativi, di essere aperte allo sfruttamento, come già sta avvenendo. 

Per continuare con forza ad operare, il WWF ha bisogno del determinante supporto di ciascuno di noi.
 

La mappa degli incendi in Amazzonia

 
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Cosa sta succedendo 

  • A causa della deforestazione, la foresta amazzonica nel territorio brasiliano sta perdendo una superficie equivalente a oltre tre campi da calcio al minuto e siamo sempre più vicini a un punto di non ritorno;

  • Dall'inizio dell'anno sono stati registrati in Brasile circa 73.000 incendi:  l'85% in più rispetto a tutti quelli scoppiati nel 2018. La metà di questi drammatici roghi si sono sviluppati solo negli ultimi 20 giorni;

  • L’area deforestata dell’Amazzonia, che è stata monitorata a luglio via satellite, corrisponde a una superficie di 2.254 chilometri quadrati, ovvero oltre un terzo di tutto il volume disboscato negli ultimi 12 mesi. 

Cosa rischiamo di perdere 

  • L'Amazzonia copre un territorio pari a 6,7 milioni di kmq (di cui il 60% in Brasile) ovvero oltre un terzo della foresta pluviale rimasta nel mondo ed ospita il 10 - 15% della biodiversità delle terre emerse;

  • Tra i 140 e i 200 miliardi di tonnellate di carbonio vengono trattenuti dalla foresta amazzonica: le foreste pluviali svolgono un ruolo fondamentale per contrastare il cambiamento climatico e senza la loro presenza rischiamo di perdere fra il 17 e il 20% di risorse di acqua per il Pianeta;

  • Dagli anni '70, solo nell'Amazzonia brasiliana, abbiamo perso 800 mila chilometri quadrati di foresta.

 

La deforestazione in Amazzonia

L'Amazzonia è la più grande foresta del mondo ed il più grande bacino fluviale del pianeta, ed è qui che si trovano molte più specie che in qualunque altra parte del mondo. 

L'Amazzonia ospita dal 10% al 15% - 1 su 10 - delle specie al mondo conosciute: tanto che, delle specie vegetali presenti, il 75% è unico di questa area. Qui vivono 3.000 specie di pesci, il più alto numero al mondo di specie di pesci d'acqua dolce. 

Oggi, l'Amazzonia sta combattendo con un elevato numero di minacce, dovute soprattutto ad un sviluppo insostenibile: abbiamo già circa il 20% del bioma dell'Amazzonia, che costituisce già quello che gli scienziati definiscono come "Punto Critico" (Tipping Point) per l'interno ecosistema amazzonico.

La deforestazione è la principale minaccia per l'Amazzonia, ma serve un intervento concreto, urgente ed immediato, prima di arrivare al distastro ambientale senza punto di non ritorno. 

Se i ritmi con cui viene costantemente deforestata l'Amazzonia dovessero restare tali, abbiamo stimato che entro il 2030, il 27% - più di un quarto - del bioma Amazzonia sarà senza alberi. 

"Vedere i leader reagire agli incendi boschivi senza precedenti in Amazzonia è incoraggiante, ma il G7 deve riconoscere che è necessario fare molto di più per l'Amazzonia e che questa tragedia è solo la punta dell'iceberg."

Manuel Pulgar-Vidal, leader dell’iniziativa per il clima e l’energia del WWF

Le principali Minacce

Nonostante i tassi di deforestazione in Amazzonia siano diminuiti nell'ultimo decennio, continuano ad avere un ritmo allarmante. Il Brasile è responsabile della metà della deforestazione nell'area, ma la deforestazione nei paesi dell'Amazzonia andina - vale a dire Bolivia e Perù - è in aumento. La deforestazione è concentrata in particolare in 25 "sotto-fronti" che si estendono su più paesi.

Le aree che mostrano i maggiori tassi di deforestazione sono quelle che hanno più strade. La forte correlazione tra la posizione dei fronti di deforestazione e la presenza di strade esistenti o le proiezioni di nuove strade suggerisce che nel prossimo futuro ci saranno fronti di deforestazione isolati che verranno collegati lungo le principali rotte di sviluppo delle infrastrutture.

Altri fattori che aggravano la pressione nella regione includono un aumento degli allevamenti di bestiame e delle piantagioni di soia, in particolare in Bolivia e lo sviluppo di dighe idroelettriche.

amazzonia

Le minacce per le specie

L'Amazzonia conta una notevolissima quantità di specie animali e vegetali che oggi, a causa degli estesi incendi, rischiano di scomparire per sempre. 

Gli incendi stanno minacciando la sopravvivenza di 265 specie già a rischio, 180 specie animali e 85 specie vegetali; il 76% delle quali rientrava già in progetti di tutela e conservazione. Tutti gli sforzi fatti fino ad ora rischiano di essere vanificati. 

Le fiamme non stanno risparmiando neanche le aree protette. In 10 aree protette vivono almeno 55 specie a rischio, 24 delle quali endemiche, come l'armadillo gigante, il pecari labiato e il formichiere gigante, e 5 di queste sono minacciate dai roghi.
Non sono in salvo neanche gli ambienti di acqua dolce, dove le polveri provovate dal fuoco, l'erosione del suolo e l'interramento dei fiumi le stanno mettendo a dura prova. 


Agire ora per l'Amazzonia

La deforestazione amazzonica non può essere un problema che i singoli paesi coinvolti devono affrontare da soli.

È essenziale disporre di politiche integrate e azioni concertate in tutta la regione e oltre, poiché molte delle pressioni - esplorazione di petrolio e gas, attività minerarie ecc. - sono globali.

Queste le attività di risposta prioritaria su cui ci stiamo immediatamente concentrando:
 
1. Contrasto immediato degli incendi nelle aree più vulnerabili: il WWF sta dotando il personale delle aree protette di rifornimenti essenziali, inclusi veicoli e attrezzature di emergenza per combattere gli incendi in corso. 
 
2. Assistenza alle comunità per ridurre gli impatti dell’emergenza: con il sostegno dei gruppi di donne e delle organizzazioni locali, stiamo fornendo assistenza alle comunità colpite dagli incendi che hanno perso casa e tutti i loro beni.
 
3. Pressione politica per il futuro dell’Amazzonia: attualmente stiamo fornendo consulenza diretta ai leader del G7 sulla valutazione economica della devastazione prodotta dagli incendi. Il presidente del WWF Pavan Sukdev ha incontrato ieri il presidente Macron, che ci ha chiesto di analizzare il valore economico della perdita causata dagli incendi nelle ultime due settimane. 
 
4. Sostegno alle comunità locali per la protezione dell’Amazzonia. Le comunità indigene svolgono un ruolo cruciale nella protezione dell’Amazzonia. Il nostro ruolo è quello di sostenerli nelle loro battaglie e lavorare con loro per sviluppare progetti di conservazione e per proteggere le loro foreste. In particolare dobbiamo offrire loro un aiuto nella sicurezza e difesa.Stiamo inoltre mobilitando un ulteriore sostegno pubblico per una risposta immediata da parte del governo brasiliano sull'emergenza in Amazzonia.








Amazzonia

Per approfondire

Ricerche, pubblicazioni e articoli sulla foresta amazzonica.

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