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Il Living Planet Report è il documento che registra lo stato di biodiversità globale. Il report di quest'anno rappresenta il 20° dalla prima pubblicazione e vuole essere un documento per allarmare ed invertire il trend della perdità della biodiversità. 


Living Planet Report 2018- Sintesi >>
Living Planet Report 2018 Highlights >>
 

“In appena 50 anni il 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia è scomparsa mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Il Living Planet Report 2018 richiama ad un impegno deciso per invertire la tendenza negativa della perdita della biodiversità. Il mondo ha bisogno di una Roadmap dal 2020 al 2050 con obiettivi chiari e ben definiti, di un set di azioni credibili per ripristinare i sistemi naturali e ristabilire un livello capace di dare benessere e prosperità all’umanità”. Aggiungendo per concludere “Per ottenere risultati è necessario intervenire subito già dalla 14° Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD, Convention on Biological Diversity, che avrà luogo in Egitto) nel prossimo novembre. È fondamentale un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità, come è avvenuto per il cambiamento climatico in occasione della Conferenza di Parigi nel 2015”.
La presidente del WWF Italia Donatella Bianchi

L'importanza della natura

Tutte le ricerche scientifiche dimostrano l’incalcolabile importanza dei sistemi naturali per la nostra salute, il nostro benessere, la nostra alimentazione e la nostra sicurezza. Tutte le nostre attività economiche dipendono dai servizi che ci offre la natura. Globalmente è stato stimato che queste ammontino ad un valore intorno a 125.000 miliardi di dollari.

Tuttavia, la natura e la biodiversità stanno progressivamente scomparendo ad una velocità allarmante a causa della nostra domanda crescente di energia, acqua e suolo. 

È la prima volta nella storia della Terra che una singola specie, l’Homo sapiens, esercita un impatto così forte sul pianeta.

Il degrado dei suoli

Nel marzo 2018 l’Intergovernamental Science/Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES) ha reso nota la valutazione  sul degrado dei suoli (Land Degradation and Restoration Assessment). Secondo i dati, ad oggi, meno del 25% della superficie terrestre è ancora in condizioni naturali e, continuando con gli attuali andamenti di sfruttamento, nel 2050 questa percentuale si abbasserà al 10%. 

Il degrado dei terreni include anche la perdita delle foreste. Un’analisi in 46 paesi in area tropicale e subtropicale ha dimostrato che l’agricoltura commerciale su larga scala e l’agricoltura di sussistenza sono state responsabili rispettivamente di circa il 40% e il 33% della conversione forestale tra il 2000 e il 2010. Il 27% della deforestazione è stata causata dalla crescita urbana, dall’espansione delle infrastrutture e dalle attività minerarie.

Perdita della biodiversità

La biodiversità costituisce la rete della vita sulla nostra Terra, cioè la totalità di tutti gli organismi viventi presenti sul nostro Pianeta. 

Purtroppo però la biodiversità è oggi minacciata dalla perdita della diversità sopra i suoli, dall’inquinamento e l’eccesso di nutrienti, dal sovrapascolo, dall’agricoltura intensiva, dal fuoco, dall’erosione di suoli, dalla desertificazione e dal cambiamento climatico.

Le specie e i sistemi naturali attorno ad esse rispondono in modi diversi alle pressioni umane e agli interventi di conservazione perciò sono necessari differenti metriche ed indicatori per definire un quadro complessivo delle modifiche subite dalla biodiversità. In generale l'indice che ci permette di conoscere lo stato della biodiversità globale è il Living Planet Index

©: © Shutterstock / Piyaset / WWF Regional

Il living planet index 

L’Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) è un indicatore dello stato della biodiversità globale che seganla quindi lo stato di salute del nostro pianeta.
L’Indice venne pubblicato per la prima volta nel 1998 e per due decenni ha registrato l’abbondanza delle popolazioni di migliaia di specie di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi in tutto il mondo. In questa edizione 2018 l’indice ha incluso i dati dal 1970 al 2014 e mostra un declino globale del 60% nella dimensione delle popolazioni di vertebrati, un crollo di più della metà in meno di 50 anni.
 

Invertire la curva della perdità di biodiversità

La biodiversità costituisce l’infrastruttura che sostiene tutta la vita sulla Terra. I sistemi naturali e i cicli biogeochimici generati dalla diversità biologica consentono un funzionamento stabile dell’atmosfera, degli oceani, delle foreste, dei vari territori e dei bacini idrici. Ma come indica il Living Planet Report 2018 oggi stiamo assistendo ad un trend globale di perdita di biodiversità e, se non modifichiamo urgentemente i nostri modelli, il declino continuerà inesorabilmente. La conseguenza sarà un severo tracollo dei sistemi naturali del pianeta e della loro ricchezza di biodiversità, con seri effetti per la natura e tutti gli esseri umani. 

Con il nostro Living Planet Report 2018 vogliamo richiamare ad un impegno deciso per invertire la tendenza negativa della perdita della biodiversità. Il mondo necessita di obiettivi ben definiti e di un set di azioni credibili per ripristinare i sistemi naturali e ristabilire un livello capace di dare benessere e prosperità all’umanità. È necessario un percorso chiaro per l’agenda post 2020 sulla biodiversità capace di:

  • individuare obiettivi chiari per raggiungere la difesa della biodiversità;

  • sviluppare un set di indicatori rilevanti capaci di registrare i progressi  della riduzione della perdita di biodiversità;

  • accordarsi su una serie di azioni concrete che raggiungano collettivamente gli obiettivi nei tempi dati.

Come WWF, collaboriamo con un consorzio di una quarantina tra università, organizzazioni di conservazione e organizzazioni intergovernamentali per definire un nuovo Global Deal per la natura e l’umanità.

Scopri di più sui Report Living Planet

Nel 2016 il Living Planet Report ha evidenziato come le azioni umane abbiano spingendo verso una sesta estinzione di massa e come, gli sforzi fatti verso la sostenibilità siano stati insufficienti. Tuttavia, il report indica anche come la possibilità di invertire la tendenza sia possibile, se tutte le nazioni si impegnano a collaborare insieme verso una stessa direzione. 

Scarica il Living Planet Report 2016 >>

Il Living Planet Report 2012 ha illustrato nel dettaglio le modalità con cui si stanno indebolendo le risorse e la resilienza della Terra. Nel report sono evidenziate le cause di questo declino, le conseguenze, e le possibili soluzioni. 

Scarica il Living Planet Report 2012 >>

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