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© Marizilda Cruppe / WWF-UK

Agroecosistemi

Aiutaci a salvare gli agroecosistemi!
  • 50%
    la riduzione di pesticidi prevista entro il 2030 dalla strategia UE “Farm to Fork”.
  • 50%
    della nostra alimentazione di origine vegetale proviene da grano, riso e mais.
  • 90%
    del fabbisogno nutritivo della popolazione mondiale è soddisfatto da 15 specie vegetali e 8 specie animali.

L’ABC DEGLI AGROECOSISTEMI

Con il termine “agro-ecosistemi” si intendono tutti gli ambienti di origine antropica, ad esempio campi coltivati, pascoli, frutteti, vigneti, oliveti. Questi ambienti sono a loro volta caratterizzati da elementi come siepi, muretti a secco, fontanili e filari di alberi che offrono alle specie viventi una grande varietà di fonti alimentari e rifugi. Gli ambienti che sono frutto della trasformazione di habitat naturali da parte dell’uomo vengono detti “secondari”. 

In ambiente mediterraneo, dove la presenza della civiltà è millenaria, si raggiungono livelli di biodiversità molto elevata, soprattutto in virtù dei mosaici di habitat che si sono creati nel tempo. Campi, pascoli, siepi, boschetti, corsi d’acqua costituiscono una grande ricchezza di condizioni ecologiche che sostengono altrettante specie animali e vegetali.

Mentre venivano creati questi nuovi ambienti, molte specie tipiche delle steppe dell’Europa orientale e dell’Asia si sono spostate verso l’Europa occidentale e meridionale. Le storiche vicende umane hanno poi influenzato fortemente lo sviluppo di queste specie, alternando periodi ottimali a periodi di regressione. 

Negli ultimi 50 anni (un lasso di tempo non lunghissimo per i processi evolutivi), abbiamo assistito in tutta l’Europa occidentale, anche in Italia, all’abbandono delle aree agricole marginali di colline e montagne. La popolazione umana infatti si è spostata sempre di più verso le città, generando una riconquista spontanea da parte del bosco e la conseguente regressione delle aree pascolate e coltivate.

CARATTERISTICHE E CURIOSITÀ

Un ambiente che sta scomparendo rapidamente, e che in Europa meridionale si caratterizza per una straordinaria ricchezza, è quello costituito dalle aree utilizzate per il pascolo brado, come la “dehesa” spagnola o il comprensorio dei Monti della Tolfa poco a nord di Roma.

In questi ambienti vivono numerosissime specie di elevato valore conservazionistico: moltissimi rapaci (tra cui il biancone e l’albanella minore), uccelli dai colori variopinti (come la ghiandaia marina e il gruccione), passeriformi (come averle, zigoli e calandre), un’infinità di invertebrati (grilli, lucciole, cavallette, ecc.) e piante come le orchidee rare. Molte di queste specie sono incluse nelle Direttive comunitarie e minacciate a livello europeo.

LE MINACCE

Le vicende umane hanno creato questi ecosistemi, così come ne hanno determinato i momenti di espansione e regressione. Ogni anno centinaia di ettari vengono sottratti irreversibilmente per far spazio a nuovi insediamenti urbani e industriali. Inoltre l’abbandono delle campagne ha portato a un ritorno spontaneo del bosco. 

Esiste anche un serio problema di qualità: la trasformazione delle pratiche agricole, con la meccanizzazione e l’abbandono del pascolo brado, conduce sempre più spesso a un’agricoltura di tipo intensivo e quindi alla scomparsa del mosaico alla base della ricca biodiversità. Come conseguenza, migliaia di specie anno dopo anno scompaiono per sempre da molti ambiti territoriali agricoli.

COSA FA IL WWF

Ci battiamo da anni per promuovere l’agricoltura a basso impatto, favorendo quella estensiva e basata sul biologico, così da garantire la sopravvivenza della biodiversità. Fin dagli anni Ottanta e Novanta, molte iniziative sono state condotte per la salvaguardia di campagne, siepi, fiori di campo e specie tipiche degli agro-ecosistemi, come l’albanella minore. Questo rapace infatti nidifica nei campi di cereali e ogni anno rischia di vedere i suoi pulcini mietuti nel nido, a causa della mietitura del grano che viene anticipata sempre di più.

Lavoriamo anche a livello istituzionale per influenzare le politiche agricole nazionali e comunitarie. Promuoviamo l’agricoltura biologica, la riduzione del consumo idrico in agricoltura e in generale una gestione integrata degli agro-ecosistemi, con la tutela della biodiversità.

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