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© Alexis Rosenfeld

Barriere coralline

Aiutaci a salvare le barriere coralline!
  • 2.300km
    è la lunghezza della Grande Barriera corallina australiana.
  • 15cm
    all’anno è quanto possono crescere alcuni coralli ramificati.
  • 2
    milioni di alghe unicellulari si possono trovare in un cm2 di barriera corallina.

L’ABC DELLE BARRIERE CORALLINE

I coralli sono animali della famiglia dei Celenterati, che comprende una grande varietà di specie: i coralli molli o alcionari, le madrepore, i ventagli di mare, le gorgonie, il polipi idroidi, le meduse e le anemoni di mare. Sebbene siano organismi molto diversi fra loro, condividono la fase larvale condotta libera in mare. Quando passano alla fase coloniale, alcuni formano i noti scheletri calcarei che rappresentano il sostegno della struttura vivente e in cui trovano rifugio e cibo molte altre specie.

Le catene alimentari delle barriere coralline sono particolarmente ricche e complesse e comprendono: animali detritivori che riciclano il materiale che cade sul fondale, animali che si nutrono di plancton, pesci e invertebrati strettamente vegetariani, ma anche carnivori come barracuda e squali. Questa ricchezza ha determinato lo sviluppo di una serie di adattamenti difensivi e di predazione, dai potentissimi veleni a spine fino a camuffamenti e livree mimetiche. 

Alcuni organismi si nutrono anche dei coralli stessi, come il pesce pappagallo, che ha un becco corneo con cui ne sgretola lo scheletro calcareo, o la stella marina corona di spine, un vero flagello per le barriere coralline. Una singola stella marina, che misura in media 25-35 cm, può infatti divorare 5 m2 di corallo all’anno. L’impatto di centinaia di questi animali è potenzialmente devastante.

CARATTERISTICHE E CURIOSITÀ

Fu Charles Darwin nel 1842 a proporre una classificazione delle barriere coralline in tre tipi principali: le scogliere coralline intorno alle isole, le barriere coralline e gli atolli. Darwin notò anche che, nel tempo, a volte un tipo si può evolvere in un altro.

I polipi sono gli architetti delle barriere coralline: piccolissimi invertebrati simili agli anemoni marini che però formano estese colonie. La maggior parte esce dalle piccole cavità solo di notte, quando estendono i tentacoli per alimentarsi. Oltre alla temperatura, anche la quantità di luce, la salinità e le acque trasparenti con pochi sedimenti sono fattori determinanti per la crescita dei polipi che formano le barriere coralline.

Molti pesci della barriera corallina hanno la capacità di cambiare sesso nel corso della vita, altri addirittura sono ermafroditi e fungono indifferentemente da maschio o da femmina.

LE MINACCE

Negli ultimi decenni è aumentato notevolmente il fenomeno dello sbiancamento dei coralli (bleaching) come conseguenza della morte dei polipi, causata da malattie e dal cambiamento delle condizioni di temperatura o salinità. Queste alterazioni sono dovute ai mutamenti climatici in atto. Anche la diffusione abnorme di predatori dei coralli, come la stella marina corona di spine, potrebbe essere causata da una o più alterazioni dell’ecosistema dovute alle attività umane, sebbene non sia ancora del tutto chiaro.

Il corallo rosso che cresce nel Mediterraneo in banchi localizzati era già molto apprezzato da Greci, Romani e Persiani. I popoli antichi andavano alla ricerca di questa rarità non solo a scopi ornamentali, ma anche per produrne medicine per la cura di coliche e calcoli renali. Sembra che Plinio, ben diciannove secoli fa, scrisse che la pesca aveva reso i coralli “difficili da trovare anche in quelle zone dove di solito crescono”.

COSA FA IL WWF

Una delle azioni più importanti che conduciamo è collaborare con i governi per l’istituzione di aree marine protette, ad esempio in luoghi come il “Triangolo dei Coralli”. Si tratta di un’area di grande importanza per la biodiversità marina, che si estende per 6 milioni di km2: da Indonesia e Malesia fino all’isola di Papua Nuova Guinea e le isole Salomone.

Il nostro impegno per le aree marine protette mira alla tutela della biodiversità, garantendo  benefici alle popolazioni locali. Favoriamo infatti l’allevamento sostenibile di pesce e di frutti di mare per ridurre l’impatto della pesca e creare allo stesso tempo opportunità economiche. Lavoriamo anche con i consumatori e le catene dei ristoranti, spingendoli ad adottare politiche di approvvigionamento responsabili.

La nostra lotta ai cambiamenti climatici, con la promozione dell’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili, è inoltre molto importante per la conservazione delle barriere coralline.

Promuoviamo infine il turismo sostenibile, con il coinvolgimento delle comunità locali, affinché sia possibile conciliare la conservazione della natura e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

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