Ghepardo

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  • 113km/h
    è la velocità massima raggiunta dal ghepardo.
  • 6.674
    è il numero di individui maturi in natura.
  • 50%
    dei ghepardi sopravvive ai primi tre mesi di vita.

L’ABC DELLA SPECIE

È il felino più socievole, ad eccezione del leone, sebbene possa essere solitario, o formare gruppi familiari composti dalla madre con i cuccioli o da fratelli oltre l’età dello svezzamento che possono restare uniti per anni, cacciando insieme. Il ghepardo ha un corpo slanciato e aerodinamico che gli permette scatti a una incredibile velocità quando si lancia a caccia delle sue prede, costituite da antilopi come la gazzella di Thomson, altre specie di ungulati più grandi, mammiferi più piccoli come una lepre e anche uccelli. Vive nelle aree aperte di savana dove la sua tecnica di caccia può dare le migliori possibilità di successo. La sua strategia di predazione consiste in un lento avvicinamento tra l’erba e solo quando giunge ad una distanza di circa 70 metri si lancia all’inseguimento, che in genere non dura oltre i 300 metri. L’uccisione della preda avviene rapidamente per soffocamento con un morso alla gola, sia per evitare di restare ferito da un calcio della preda, sia per evitare l’arrivo di predatori come leoni, iene e leopardi che spessissimo sottraggono al ghepardo la preda uccisa ancora prima che possa iniziare a mangiare. La sua sagoma e il suo caratteristico mantello giallo con piccole e singole macchie nere, diverse da quelle ‘composte’ del leopardo, lo rende inconfondibile nella savana africana. Le femmine sono di circa il 10-20% più leggere dei maschi. I cuccioli vivono con la madre fino a 13-20 mesi di età, successivamente i fratelli possono rimanere insieme molto più a lungo, persino per anni. 

CARATTERISTICHE E CURIOSITÀ

I cuccioli mostrano un caratteristico mantello scuro e grigio sul dorso, con un’incredibile somiglianza a quella del ratele, anche chiamato tasso del miele africano (Mellivora capensis), noto per la sua aggressività se importunato. È stato ipotizzato che questo possa essere un adattamento difensivo per i cuccioli.

Il ghepardo caccia quasi esclusivamente di giorno, ma è stato osservato in attività anche di notte con la luna piena. Il territorio non coincide con l’area di caccia, che è più estesa e frequentata da diversi individui.

La lunga coda funziona da bilanciere durante la corsa, ma è anche un modo dei cuccioli per comunicare con la madre, quando la tengono eretta mentre camminano tra l’erba alta. La punta della coda varia di colorazione individualmente, dal bianco al nero.

LE MINACCE

Le principali minacce per questo felino sono: il bracconaggio, la perdita di habitat e il commercio illegale. Da anni il ghepardo viene perseguitato per la sua pelliccia o per essere esibito come trofeo o animali da compagnia considerata la sue indole docile. A ciò si aggiunge l’espansione degli insediamenti umani e la perdita di habitat convertito in terre coltivate, che provocano una riduzione del numero di prede per il felino. L’insufficiente numero di prede spinge molto spesso il ghepardo a cacciare gli animali da allevamento delle popolazioni locali, entrando di conseguenza, in conflitto con le stesse. Infine, altri fattori che minacciano l’esistenza del ghepardo sono: l’incrocio tra esemplari consanguinei con perdita di variabilità genetica e indebolimento della specie e la competizione con gli altri predatori, come leoni, iene e leopardi, che uccidono i cuccioli e cacciano le loro stesse prede.

COSA FA IL WWF

Siamo impegnati nella salvaguardia dei grandi felini nei loro ambienti naturali, per il ruolo ecologico di predatori e il loro significato simbolico. Attraverso la rete di organizzazioni nazionali e i programmi internazionali, lavoriamo costantemente per l’istituzione, la gestione e l’efficacia delle aree protette. In molti Paesi africani siamo riusciti a far istituire “corridoi ecologici” tra le aree protette che permettono ai ghepardi di muoversi con minori rischi. Sin dalla fondazione negli anni ‘60, combattiamo il bracconaggio nei confronti delle specie selvatiche, anche attraverso l’attività del TRAFFIC che vigila sul commercio illegale. Oltre a ciò, collaboriamo con le comunità locali per promuovere un turismo sostenibile, per evitare l’afflusso eccessivo dei turisti e favorire forme di economie locali che possano limitare il bracconaggio e la perdita di habitat.

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