Orso polare

Aiutaci a salvare l'orso polare!
  • 2.5
    metri è la lunghezza che può raggiungere un maschio.
  • 10km/h
    è la velocità che può raggiungere nuotando.
  • 26.000
    orsi polari vivono nelle regioni artiche.

L’ABC DELLA SPECIE

L’orso polare è ricoperto da uno strato di grasso che arriva fino a 11 cm che lo tiene caldo, specialmente mentre è in acqua. I maschi adulti solitamente misurano, partendo dalla punta del naso a quella della coda, dai 2 ai 2,5 metri e pesano dai 400 ai 600 kg. Le dimensioni delle femmine sono circa la metà. Gli orsi polari sono animali solitari, tranne durante il periodi della riproduzione quando restano in coppia per circa una settimana. I cuccioli, generalmente due, nascono dopo circa due mesi e ognuno pesa soltanto 600 grammi; dopo cinque mesi incominciano a ingerire cibo solido, ma non vengono completamente svezzati per altri 2-3 anni.

L’orso polare si nutre principalmente di foche degli anelli, sebbene si nutrano anche di altre specie di foche, giovani di tricheco, balene beluga, narvali, piccoli mammiferi, pesci, uccelli marini e delle loro uova.

CARATTERISTICHE E CURIOSITÀ

L’orso polare ha una incredibile capacità di restare in acqua a lungo, può nuotare per grandi distanze e raggiungere una velocità di 10 km/h, usando le enormi zampe anteriori come pagaie, mentre quelle posteriori fungono da timone. Riesce a immergersi fino a 2 minuti, chiudendo le narici, tendendo agguati alle sue prede direttamente dall’acqua.

L’orso polare mostra incredibili adattamenti alla difficile vita nell’Artico: la pelliccia è color crema, perché i peli sono cavi e traslucidi e permettono al calore del sole di essere irradiato all’interno fino alla radice, dove viene assorbito dalla pelle nera. I cuscinetti delle zampe, sono in parte ricoperti di pelo e anch’essi trattengono il calore.

LE MINACCE

I cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la vita dell’animale simbolo dell’Artico. Non passa anno che si registra il nuovo record della temperatura più calda e del massimo ritiro dei ghiacciai. Tutto ciò influisce sulla vita dell’orso polare cambiandone le abitudini e perfino l’aspetto fisiologico. Con la diminuzione della banchisa gli orsi faticano a trovare cibo, perché pur essendo ottimi nuotatori, devono affrontare spostamenti sempre più lunghi e più frequenti in mare aperto. Le regioni artiche sono inoltre sempre più spesso interessate dall’estrazione di minerali, petrolio e gas con attività industriali che mettono a serio rischio l’ambiente dell’orso polare e delle altre specie artiche.

COSA FA IL WWF

L’habitat dell’orso polare sta scomparendo giorno dopo giorno. Salvare l’ecosistema dell’Artico è una delle sfide più difficili e impegnative che ci troviamo ad affrontare. I problemi del clima sono nel nostro programma di conservazione sin dall’inizio degli anni ’90 con le campagne per le regioni artiche, le battaglie per l’uso dell’energia rinnovabile e partecipando ai dibattiti e alle decisioni a livello internazionale.

Oggi gli obiettivi di riduzione del consumo di combustibili fossili e la mitigazione del surriscaldamento del Pianeta sono finalmente nelle agende di quasi tutti i Paesi del Mondo, così come delle grandi organizzazioni internazionali. Possiamo essere soddisfatti? Sicuramente sì, ma non basta. Il tempo stringe. Occorre continuare a lavorare da una parte per la tutela delle specie e degli habitat minacciati e dall’altra per bloccare le cause che sono alla radice del problema.

Nell’Artico portiamo avanti progetti per la salvaguardia dell’orso polare, ci battiamo per difendere il suo habitat come nel Mare di Barents, invaso da industrie che estraggono gas e petrolio, promuoviamo l’istituzione e la gestione di aree protette come la Riserva dell’Isola di Vaigach e sosteniamo la ricerca scientifica come nelle Isole Svalbard.

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