Anche WWF Sub nell'operazione 'Reti fantasma' | WWF Italy

Anche WWF Sub nell'operazione 'Reti fantasma'

Notizie pubblicate su 08 September 2020
tartaruga reti
tartaruga reti
© naturepl.com / Jordi Chias / WWF
È stata lanciata, alla fine della scorsa estate, dal Comando Generale della Guardia Costiera, su indicazione del Ministro dell’Ambiente, l’Operazione Reti Fantasma, una campagna mirata ad individuare e recuperare le reti da pesca abbandonate nei fondali marini e lungo le coste della nostra Penisola. 
  
L’attività, in cui sono già impegnati i sommozzatori della componente subacquea della Guardia costiera dislocati sul territorio nazionale, vedrà scendere in campo anche i volontari del WWF SUB che, nell’ambito della Campagna GenerAzioneMare lanciata dall’Associazione, concorreranno nell’attività di mappatura delle reti ormai abbandonate e disperse nei fondali marini.
  
Le cosiddette reti fantasma sono responsabili dell’alterazione dell’ecosistema marino, in quanto disperdono nell’ambiente le microparticelle sintetiche delle quali sono composte, rappresentando per le specie ittiche che vi rimangono intrappolate (fenomeno conosciuto come bycatch che coinvolge non solo pesci, me anche altri animali marini come tartarughe, uccelli e mammiferi marini) dei veri e propri “muri della morte”, sempre più spesso - purtroppo - a danno delle specie marine protette oltre che un pericolo per la sicurezza di subacquei e bagnanti. L'ammontare delle attrezzature da pesca sommerse, in gran parte di plastica, rischia di continuare a crescere a dismisura e le conseguenze sugli ecosistemi marini rischiano di divenire irreparabili. 
  
Il contributo di WWF SUB consisterà nella segnalazione delle reti fantasma alla Guardia Costiera la quale, su incarico del Ministero dell'Ambiente, sta compilando la mappatura nazionale dei rifiuti delle attività di pesca abbandonati sui fondali marini.    
  
tartaruga reti
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© naturepl.com / Jordi Chias / WWF Enlarge
Capodoglio intrappolato nelle reti spadare e ritrovato morto nelle acque del tirreno calabrese
© Pino Paolillo/WWF Calabria Enlarge