Dalla parte delle tartarughe marine | WWF Italy

Per la difesa delle tartarughe marine

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© Giovanni Garofalo

Perché è importante difendere le tartarughe marine

​Il mediterraneo è un’area vitale per le tartarughe marine, che potrebbero espandere , se salvaguardate, il loro areale di nidificazione e distribuzione. Nonostante le differenti culture tra i paesi, la collaborazione tra ricercatori, volontari, pescatori e ong è la chiave per la conservazione delle specie.

Le principali minacce per le tartarughe marine 

Le tartarughe sono seriamente minacciate dall'uomo, poiché sensibili a molte attività antropiche: la cementificazione, il degrado delle coste e dei litorali prescelti per la nidificazione, la pulizia meccanica delle spiagge e soprattutto l'impatto con i sistemi di pesca costituiscono i principali pericoli per questa specie. Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano.

Mentre l'attività riproduttiva è generalmente concentrata in alcuni importanti siti, cosa che rende teoricamente possibile la protezione di queste zone, l'impatto della pesca sugli individui a mare costituisce un problema gravissimo che rappresenta una seria sfida a chi si adopera per la conservazione della tartaruga marina.

Altro problema che si sta rivelando sempre più grave è l’inquinamento  causato dalla plastica sia sulle spiagge, dove può compromettere le nidificazioni incidendo sulle condizioni di umidità e di temperatura, sia in mare dove spesso soffoca le tartarughe marine che la confondono con il cibo.  La maggior parte delle tartarughe marine in difficoltà recuperate e curate dagli operatori dei centri del WWF negli ultimi anni, avevano infatti ingerito quantità più o meno rilevanti di plastica. 

 




I nostri progetti per le tartarughe marine

Ci occuppiamo da più di 25 anni della conservazione delle tartarughe marine tramite un network di operatori e di centri di recupero presenti in varie regioni italiane, la cui attività, regolarmente autorizzata dal Ministero dell’Ambiente, consiste nel monitoraggio e salvaguardia dei siti di nidificazione, nel recupero e nella riabilitazione di singoli individui, nella marcatura degli esemplari rilasciati, nella sensibilizzazione dei cittadini.

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I centri di recupero e primo soccorso delle tartarughe marine del WWF o con esso convenzionati, sono quelli di Policoro (MT) , Molfetta  (BA) , Torre Guaceto(BR),  Favignana (TR),  Capo Rizzuto (KR), Rovigo (RO) e Massa (MS). Negli ultimi 3 anni questi centri hanno trattato circa 500 tartarughe l’anno con una buona percentuale di esemplari curati, anche attraverso delicati interventi chirurgici, e successivamente rilasciati.

Ogni anno sono centinaia i volontari che partecipano ai campi estivi dedicati al monitoraggio ed alla sorveglianza delle nidificazioni in Sicilia, Basilicata, Calabria, Puglia e Toscana. Attività di recupero e di studio delle tartarughe si svolgono anche in Friuli e in Veneto.  Questa attività di monitoraggio e tutela ha dato risultati sempre migliori nel corso degli anni e costituisce oggi l’attività di ricerca e di tutela sulle tartarughe marine più capillare svolta da un unico ente sul territorio italiano. Alcuni dati recenti: nel periodo da giugno al 15 ottobre 2019 sono stati  individuati e protetti dal WWF Italia 46 nidi (nel 2018 erano 26, nel 2017 solo 15) da cui   sono nati 1841 tartarughini.

Il nostro “network tartarughe” conta inoltre sul supporto del mondo scientifico grazie alle convenzioni con esperti ed istituti di ricerca tra i più accreditati nel mondo delle tartarughe marine quali  la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “C. Darwin” dell’ Università di Roma “La Sapienza”, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa.
Dal 2016 è inoltre in corso il progetto Life Euroturtles svolto contemporaneamente in Italia, Croazia, Cipro, Grecia, Malta e Slovenia.