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© L. Bano

Cava di Noale

Dopo venti anni di attività di escavazione di argilla, questo territorio è diventato un’Oasi e riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (IT3250017) nel Comune di Noale (VE).

L’area, di circa 20 ettari, è formata da un insieme di stagni con profondità molto variabili e questo ha consentito la colonizzazione di una grande varietà di specie animali e vegetali.

Ambiente, Flora e Fauna

La storia dell’oasi inizia nel secondo dopoguerra, quando l’area era stata destinata a zona di estrazione dell’argilla per rifornire la vicina fornace Cavasin. A seguito dell’abbandono delle pratiche di scavo, nei primi anni ‘70, le cave, alimentate dall’acqua piovana, da quella di falda e da quella proveniente dal Rio Draganziolo, si sono trasformate in stagni di profondità variabile da alcuni decimetri a qualche metro.

L’elemento idrografico più rilevante è rappresentato dal Rio Draganziolo che ne circoscrive la parte più orientale. Inserita in un panorama prettamente agricolo, frammentato da diverse urbanizzazioni residenziali, l’oasi è il risultato dell’abbandono delle attività di escavazione di argilla e del riempimento da parte delle acque piovane, di quelle di falda e di quelle provenienti dal Rio Draganziolo, con la conseguente formazione di numerosi stagni con profondità variabili, l’insediamento di una rigogliosa vegetazione palustre ed arboreo-arbustiva e la conseguente colonizzazione dell’area da parte di un discreto numero di specie animali (uccelli, pesci, anfibi).

La vegetazione è molto varia con un vasto canneto di cannuccia di palude, carici, tife e dalla sempre più rara Nymphaea alba. In primavera fiorisce il giglio d’acqua. Le cenosi arboree sono caratterizzate per lo più dalla presenza di specie pioniere ed igrofile, come salici, pioppo nero, pioppo bianco e ontano nero.

All’interno dell’oasi è presente un’ampia garzaia in cui nidificano airone rosso, tarabusino, garzetta, airone cenerino, airone guardabuoi e marangone minore. Altre specie presenti sono: il migliarino di palude, martin pescatore, tuffetto.

Negli stagni meno profondi si possono avvistare diverse specie di limicoli: piro piro boschereccio, corriere piccolo, cavaliere d’Italia. Degna di nota è la presenza della testuggine di palustre.

Visita e contatti

L’Oasi è aperta:

– da APRILE a SETTEMBRE: martedì e giovedì dalle 14 alle 20; sabato e domenica dalle 8 alle 20

– da NOVEMBRE a FEBBRAIO: domenica dalle 9 alle 16

– MARZO e OTTOBRE: martedì e giovedì dalle 14 alle 18; sabato e domenica, dalle 08 alle 18

Come raggiungere l’Oasi

In macchina: da Padova e Treviso tramite SR515; da Mestre tramite SR245 “Castellana” fino a Scorzè; da qui tramite SR515. Dal centro di Noale seguire indicazioni per “oasi naturalistica”; l’entrata dell’oasi si trova in Via Ongari, a ridosso della linea ferroviaria Venezia-Trento.

In treno: da Castelfranco e Venezia collegamento diretto con la stazione di Noale-Scorzè. Dalla stazione uscire in direzione parcheggio Nord e svoltare a dx in via Ongari. L’ingresso dell’oasi è subito sulla sx (7 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria)

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