COP24 Clima | WWF Italy

Cosa è la COP24

La Conferenza delle Parti sul Clima del 2018 (COP24) si terrà a Katowice, in Polonia, da domenica 2 a venerdì 14 dicembre.

La COP è il principale momento decisionale della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC). L’incontro dovrà valutare, anche alla luce del report scientifico di un mese fa dell’IPCC (il panel scientifico dell’ONU sul cambiamento climatico) le azioni intraprese dai 198 Paesi membri per ridurre le emissioni di gas serra e accelerare l’azione sul clima. Se i Paesi del mondo uniranno le forze, come successe a Parigi tre anni fa, saremo tutti più forti e si potrà accelerare l’azione per trasformare la società e l'economia globale e riuscire a salvare il clima.
 

Cosa vuole il WWF dalla COP24?


La COP24 deve approvare le regole per rendere effettivo l’Accordo di Parigi, ma non può limitarsi a questo. Deve cogliere il messaggio della Comunità Scientifica e accelerare l’azione climatica. Le decisioni finali devono comprendere almeno questi quattro contenuti:
· Impegno per potenziare l'azione e i finanziamenti prima del 2020;
· Completamento e adozione di un corpus completo di “regole di Parigi” che rafforzi la trasparenza delle azioni di tutti i paesi per affrontare il cambiamento climatico e porti a una maggiore responsabilità e, quindi, a una maggiore ambizione negli impegni (NDC);
· Un rinnovato riconoscimento, attingendo al rapporto speciale dell'IPCC, che l'effetto cumulativo degli attuali NDC non è sufficiente per attuare pienamente l'accordo di Parigi e un'indicazione di ciò che è necessario, compresa una migliore integrazione delle misure basate sulla natura (sia per l’adattamento che per la mitigazione);
· Basandosi sul dialogo di Talanoa, l'impegno delle parti ad aggiornare e ripresentare gli NDC migliorati entro il 2020, in modo da mettere il mondo sulla strada di un futuro non minacciato da cambiamenti climatici distruttivi.

Perché la COP24 è così importante

L’ Accordo di Parigi del 2015, ora ratificato da 184 Paesi, indica gli obiettivi dell'azione globale sul clima. L'accordo stabilisce chiaramente uno scenario futuro da raggiungere collettivamente, che mantenga il riscaldamento globale “ben al di sotto dei 2° C e che faccia i più grandi sforzi per non superare la temperatura di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali”.

 

L’appuntamento in Polonia sarà cruciale per le sorti del mondo

Quest’anno si è svolto quello che alla COP23 di Bonn, in Germania, dello scorso anno è stato denominato il “Dialogo di Talanoa”, il cui obiettivo è di rivedere le cosiddette NDC (Nationally determined contribution), ovvero gli impegni presi dai governi di tutto il mondo in materia di riduzione delle emissioni di CO2. È proprio da tale lavoro che dipenderà buona parte della riuscita della comunità internazionale nella sfida della lotta al cambiamento climatico. Gli impegni assunti finora, infatti, coprono soltanto un terzo di ciò che è necessario per mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di due gradi centigradi, entro la fine del secolo.
 

Bisogna agire ora o per il clima e la salute del Pianeta sarà troppo tardi

Si tratta di una grande sfida e insieme dobbiamo fare la nostra parte.
Tutti noi: persone, città, regioni, imprese, organizzazioni della società civile e governi nazionali, abbiamo un ruolo fondamentale.

Inizia la COP24>>

News dalla COP24:

COP24: alcuni progressi ma i paesi devono rafforzare il loro impegno.
Alla conclusione della COP24 sul clima a Katowice, andata ben oltre i tempi previsti, il WWF accoglie con favore i progressi verso l’adozione di un “Libro delle regole” per rendere operativo l'accordo di Parigi, e anche i segnali di volontà di aumentare le ambizioni venuto dalla Conferenza ONU, ma ancora non siamo al livello di accelerazione dell’azione necessario per affrontare l'emergenza climatica.
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Da Katowice deve arrivare una decisione che inviti i Paesi a rivedere e migliorare i propri obiettivi climatici nazionali entro il 2020 alla luce del Report IPCC su 1.5° C.
 Il ministro dell’Ambiente dell’Italia Sergio Costa che ha annunciato l’adesione alla Coalizione ‘Per ambizioni più alte’.   
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L’Italia è fra i Paesi europei con gli “Asset Owners” meno trasparenti sull’allineamento degli investimenti agli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi.
Un nuovo report del WWF spiega come le strategie di investimento e le policy sulla finanza possano aiutare una transizione economica in grado di mantenere il riscaldamento globale sotto i 2°C.
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              Scenario con Global Warming a 1,5°C

              
              Scenario con Global Warming a 2°C

I Tweet del WWF Italia:

Fermiamo il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è una realtà e sta già provocando impatti e fenomeni di frequenza e intensità mai visti nella storia umana e con essi sofferenze, perdita di vite, sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità che sostengono la nostra vita.    
Se continueremo a bruciare combustibili fossili, a distruggere le foreste, a produrre cibo e a mangiare in modo insostenibile, distruggeremo il nostro futuro.

Stop al carbone e ai fossili, Sì a un futuro rinnovabile 

Azione Clima>>

La Commissione dell'Unione Europea ha fatto un passo avanti sul clima, ma bisogna acelerare e puntare al 2040.


Il piano della Commissione di portare l’Unione Europea a zero emissioni nette di carbonio nel 2050 è un passo necessario per rispondere alla crisi climatica. Le azioni politiche per arrivare a questo risultato e la velocità con cui queste saranno messe in atto sono fondamentali per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia di + 1,5 ° C.

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Il carbone è il combustibile fossile più inquinante, il cui utilizzo provoca il maggior tasso di emissione di carbonio.

Dobbiamo assolutamente puntare a un’economia NON alimentata dai combustibili fossili, quindi nemmeno basata su petrolio e gas. Oggi abbiamo già tutte le tecnologie che servono per attuare questa trasformazione e la rivoluzione digitale offre un'ulteriore occasione.

L'Italia ha deciso di uscire dal carbone entro il 2025, ma ora servono provvedimenti concreti per farlo. 

LE CENTRALI A CARBONE IN ITALIA>>