Chi avvista il capodoglio intrappolato lo segnali subito alla Guardia Costiera al 1530 | WWF Italy

Chi avvista il capodoglio intrappolato lo segnali subito alla Guardia Costiera al 1530

Notizie pubblicate su 20 July 2020
Furia, la giovane femmina di capodoglio rimasta impigliata in alcune reti nel mare delle Eolie
© Carmelo Isgrò, biologo, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo
“Lanciamo un appello a chiunque si trovi in navigazione nel tratto di mare eoliano e avvisti il capodoglio in difficoltà a segnalarlo immediatamente al numero 1530 della Guardia Costiera. Il fattore tempo, ora, è fondamentale per salvarlo”. Lo dice la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi.

Dopo “Spike”, il capodoglio delle Eolie liberato dalle reti a fine a giugno grazie al prezioso intervento della Guardia Costiera, “Furia” un altro magnifico esemplare rimasto vittima del bycatch al largo dell’isola di Salina è stato avvistato il 18 luglio.
Quella per salvare il giovane capodoglio, che, nonostante la grande rete che lo mette in pericolo, riesce a compiere immersioni della durata anche di 40 minuti, è una corsa contro il tempo. Il Corpo della Guardia Costiera insieme a biologi ed attivisti di diversi enti e associazioni tra cui il MuMa di Milazzo, Sea Shepard e Filicudi Wildlife Conservation, hanno trascorso, infatti, gli ultimi due giorni e due notti con l’individuo per monitorarlo e seguirne i movimenti. L’attività di liberazione è risultata difficile a causa dell’agitazione del giovane capodoglio di circa 10 metri, ferito e impossibilitato nei movimenti.

I Capodogli, i più grandi predatori del Mare Nostrum, nuotano regolarmente nelle acque profonde del Canale di Sicilia e dell’arcipelago Eoliano, dove riescono a trovare in prossimità delle scarpate abbondanza di cefalopodi (seppie e calamari), le loro principali prede. Sono animali incredibili e indiscussi campioni di immersioni: possono arrivare oltre i 1000 metri di profondità e restare in apnea per oltre 90 minuti. Nonostante la loro grande mole (gli esemplari maschi possono arrivare fino ai 18 m di lunghezza e alle 50 tonnellate di peso), sono dei Giganti fragili. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) considera la specie in pericolo di estinzione nelle acque del Mediterraneo e le minacce che minano il suo stato di conservazione sono principalmente di origine antropica: plastica, collisioni con le grandi imbarcazioni, rumore sottomarino e bycatch. E Furia, la giovane femmina di capodoglio, è proprio vittima di quest’ultimo: è intrappolata in una grossa rete che costringe e limita i movimenti della pinna caudale, non riesce a nuotare liberamente e potrebbe avere dei problemi nell’immergersi per alimentarsi.
 

Catture accidentali (Bycatch) 

Uomini e Cetacei utilizzano il mare per procurarsi il cibo e possono entrare in competizione con effetti negativi sia per l’economia ittica che per gli animali; alcune specie come il tursiope, la stenella, il grampo, il capodoglio e il delfino comune, si avvicinano occasionalmente alle attrezzature da pesca, interagendo più spesso con alcune, sottraendo il pesce dalle reti, causando buchi e strappi e, in alcuni casi, possono rimanerne intrappolati. L’attrezzo più pericoloso da questo punto di vista è la rete pelagica derivante, la spadara, messa al bando in tutto il mondo sin dai primi anni novanta dalle Nazioni Unite e vietata dalla Commissione Europea dal 2002 e dal 2005 in tutto il Mediterraneo, ma ancora utilizzata illegalmente. Altre interazioni possono avvenire con le reti da posta fisse, più raramente con le reti a strascico, con quelle a circuizione, con le lenze e i palangari. Si stima che ogni anno muoiono nelle reti da pesca mondiali circa 300.000 esemplari di Cetacei, ben 1.000 al giorno. Nonostante il divieto dell’UE, la Guardia Costiera Italiana continua a sequestrare ogni anno chilometri di spadare: nel 2005 ha sequestrato ben 800 km di reti spadare seguiti dai 600 Km del 2006, ma i sequestri continuano anche oggi con numerosi casi di cronaca nel 2019 e nel 2020. Nel Mediterraneo effettuare stime è difficile a causa della scarsità di dati scientifici e di controlli puntuali, tuttavia non risulta difficile credere che siano migliaia i cetacei che rimangono vittime del bycatch.
Furia, la giovane femmina di capodoglio rimasta impigliata in alcune reti nel mare delle Eolie
© Carmelo Isgrò, biologo, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo Enlarge
Furia, la giovane femmina di capodoglio rimasta impigliata in alcune reti nel mare delle Eolie
© Carmelo Isgrò, biologo, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo Enlarge
Carmelo Isgrò, biologo, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo
© Carmelo Isgrò, biologo, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo Enlarge