Abruzzo, un primo successo per fermare le doppiette | WWF Italy

Abruzzo, un primo successo per fermare le doppiette

Notizie pubblicate su
02 April 2021
Una grande azienda agricola ha ottenuto il diritto di vietare l’attività venatoria nei propri terreni: diverse decine di ettari di tenuta saranno salvati dall’invasione delle doppiette . Arriva il primo risultato della campagna messa in atto dal WWF Abruzzo per far valere il diritto dei cittadini a vietare la caccia sui propri terreni. Un’importante azienda agricola vedrà sottratti diverse decine di ettari all’attività venatoria con la sola perimetrazione tramite tabelle, esenti da tasse, a cura del proprietario o conduttore del fondo, le quali – citiamo alla lettera dalla legge 157/92 - delimitino in maniera chiara e visibile il perimetro dell'area interessata.
“Un risultato epocale”, come lo definiscono i proprietari della tenuta.  
Era stato proprio il WWF Abruzzo dopo l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio della Regione ad attivare un’importante campagna di informazione perché fosse riconosciuto il diritto dei proprietari a vietare la caccia sul proprio terreno. La normativa nazionale sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e sul prelievo venatorio prevede infatti la possibilità per il proprietario o il conduttore di un fondo di chiedere l’esclusione dei propri terreni dalla cosiddetta gestione programmata della caccia inviando, entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico-venatorio, al Presidente della Regione una istanza motivata.
Diversi cittadini, guidati dalle indicazioni fornite dall’Associazione, hanno presentato tale richiesta, stanchi di assistere impotenti al passaggio dei cacciatori fino a ridosso delle abitazioni, dovendo rinunciare spesso alla tranquillità di poter fruire dei propri terreni per vivere, lavorare o semplicemente passeggiare.  
Dopo una non facile interlocuzione la Regione Abruzzo che, oltre a non pubblicizzare adeguatamente questa norma (come dovrebbe fare!), aveva creato un po’ di confusione rispondendo in modo fuorviante e con riferimenti normativi sbagliati alle prime richieste, ha finalmente consentito, per ora almeno a uno dei proprietari di interdire i terreni della propria azienda all’attività venatoria. 
Fondamentale è stato il supporto legale dell’Avv. Michele Pezone, che affianca il WWF Abruzzo anche per altre vicende, il quale ha sostenuto le legittime ragioni dell’azienda in questione e di molti altri proprietari. 
L’auspicio è che anche le altre pratiche ancora aperte possano vedere la stessa positiva conclusione.