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16 giugno è World Sea Turtle Day

In Italia il WWF lancia “Open Day ” nei centri di recupero #GenerAzioneMare Ogni anno decine di migliaia di tartarughe marine nel mondo finiscono nelle reti a strascico usate per la pesca ai quei gamberi destinati al mercato…

In Italia il WWF lancia “Open Day ” nei centri di recupero
#GenerAzioneMare

Ogni anno decine di migliaia di tartarughe marine nel mondo finiscono nelle reti a strascico usate per la pesca ai quei gamberi destinati al mercato europeo, tra cui l’Italia,  tra i principali  consumatori.  Il nostro cocktail di crostacei rischia così di essere tutt’altro che rosa, eppure la soluzione per sventare questa strage silenziosa  esiste: si chiama Turtle Excluder Devices (Ted), un sistema semplice  e già disponibile capace di ridurre fino al 97% le catture accidentali di tartarughe.  
E’ questo il messaggio di denuncia ma anche di speranza  lanciato oggi dal WWF in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe che si festeggia in tutto il mondo e che il WWF celebra con la sua Campagna #GenerAzioneMare.
Un nuovo Report pubblicato oggi, realizzato con il CRPMEM (French Guiana Fisheries Committe) – analizza globalmente il fenomeno e identifica anche le aree focus di pesca. I paesi che esportano nell’UE, ma non autorizzati ad esportare negli Stati Uniti perché non implementano il Ted nella pesca a strascico, sonoBangladesh, India, Indonesia, Madagascar, Tailandia e Vietnam. Questa lista potrebbe però essere più lunga dato che c’è una vasta categoria di paesi non identificati tra quelli che esportano gamberi tropicali verso l’UE.  L’Italia è tra i 7 principali paesi importatori insieme a Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e  Danimarca.
 
Il WWF chiede all’UE di applicare al più presto restrizioni  alle importazioni dei prodotti che comportano il bycatch (catture accidentali di specie protette nelle reti commerciali da pesca) di specie come le tartarughe marine. L’intervento da parte dell’UE è urgente: tutti i pescherecci che utilizzano lo strascico devono adottare il sistema ‘salva-tartarughe’ Ted. Secondo la FAO il bycatch rappresenta la singola minaccia più grave per le tartarughe marine in tutto il mondo.
 
“Da anni l’Italia è in prima linea nella difesa delle tartarughe marine e rappresenta l’eccellenza della ricerca scientifica applicata. Non a caso i siti di deposizione della Caretta caretta sono in aumento costante  e i centri di recupero soccorrono e salvano la vita a centinaia di tartarughe ogni anno anche grazie alla fondamentale collaborazione con i pescatori locali e alle segnalazioni dei singoli cittadini. Un esempio di citizen scienze straordinario che il governo italiano deve raccoglierle e rappresentare nel chiedere con forza l’applicazione dei Ted in sede comunitaria. L’industria della pesca del gambero tropicale ha un effetto devastante sulla sopravvivenza delle tartarughe marine, ma le soluzioni esistono – ha dichiarato Donatella Bianchi , Presidente di WWF Italia –   Gli Stati membri dell’UE devono riunirsi insieme alle organizzazioni di conservazione, ai consumatori e ai rivenditori, nonché ai paesi tropicali da cui questo prodotto proviene, per attuare misure che eliminino la cattura accidentale delle tartarughe marine. Al tempo stesso in Mediterraneo dobbiamo applicare rigorose misure di contenimento dell’inquinamento da plastiche se vogliamo davvero proteggere le nostre tartarughe”.
 

Il rischio esiste anche per le tartarughe mediterranee, catturate da reti a strascico, dagli ami dei palangari e dalle reti fisse. Per fortuna negli ultimi anni i sistemi di prevenzione e le attività di sensibilizzazione rivolte ai pescatori con diversi progetti in Adriatico e non solo tra cui  NetCet ed il LIfe Euroturtels, attualmente in corso, hanno ridotto queste catture. Il life EUROTURTLES sperimenterà anche delle modifiche a reti da posta in Slovenia, Croazia e Cipro inserendo speciali luci per tenere lontane le tartarughe. Ma il rischio rimane alto: per questo 5 Centri di recupero gestiti dal WWF – Policoro in Basilicata, Molfetta e Torre Guaceto in Puglia (con AMP), Lampedusa e Favignana (con Legambiente e Area Marina Protetta) sono sempre in allerta: lo scorso anno, grazie allo straordinario lavoro di operatori e volontari nei Centri di Recupero, sono state più di 500 le tartarughe recuperate, spesso spontaneamente portate dai pescatori che le hanno trovate impigliate nelle reti o in difficoltà per ingestione di plastiche. Per continuare a supportare le attività di salvataggio, è necessario rifornire i volontari delle attrezzature necessarie per la sorveglianza dei nidi e dotare i Centri di Recupero degli adeguati strumenti chirurgici. Per far vivere in diretta con i volontari l’esperienza di cure e attenzioni rivolte quotidianamente a questi animali il WWF per la Giornata Mondiale delle tartarughe WWF ha organizzato un Open day nei centri di Lampedusa, Policoro e Torre Guaceto.
Sono anche partiti i campi di sorveglianza di #GenerAzioneMare per le tartarughe marine che vedranno per tutta l’estate circa 200 volontari impegnati nel monitoraggio di eventuali nidi lungo le coste di Sicilia, Calabria (considerata una vera nursery italiana per questa specie), Basilicata, Puglia, Campania e persino Toscana dove lo scorso anno sono state segnalate per la prima volta due nidificazioni.
E proprio ieri, forse per celebrare il “Turtle day”, si è avuto la notizia della prima nidificazione a Castellaneta Marina, in provincia da Taranto

Le tartarughe marine svolgono un ruolo chiave negli ecosistemi marini, tra l’altro, mantenendo la salute delle praterie di posidonia e delle barriere coralline. Le 7 specie di tartarughe che popolano gli oceani nel mondo (caretta caretta, tartaruga liuto, tartaruga verde – che popolano anche il Mediterraneo,  tartaruga embricata, tartaruga olivacea, tartaruga di Kemp, tartaruga a dorso piatto) sono già tutte colpite in vario modo da altri fattori di rischio sempre legati alle attività umane: catture per utilizzo di loro parti destinate alla medicina tradizionale, furti di uova, occupazione e degrado dei siti di riproduzione, inquinamento da plastiche (scambiate per prede)  e non ultimo, i cambiamenti climatici che influiscono sui processi riproduttivi e sugli habitat. La pesca accidentale aggiunge una pressione insostenibile per un animale che ha un ritmo di crescita lentissimo e che raggiunge la maturità riproduttiva dopo decenni.

Il sistema ‘salva-tartarughe’ TED è semplice da usare e ha dimostrato un vantaggio anche per i pescatori stessi poiché prevenendo lo schiacciamento dei gamberi aumenta la redditività della pesca. Il sistema consiste in una griglia posta alla base della rete che permette una via  di fuga alle tartarughe e ad altre grandi specie marine come squali e razze.
Nel report il WWF elenca diversi altri vantaggi per i pescatori che utilizzano questo sistema, come la riduzione di consumo di carburante dovuto al mancato trascinamento di prede pesanti e diverse dai gamberi,  la riduzione dello schiacciamento del prodotto di pesca, la riduzione dei danni alle reti dovuti alle catture accidentali, e, non ultimo, una presenza sul mercato qualificata per il marchio TED presente sul prodotto.

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