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6 effetti del clima sul Mediterraneo

I sei principali effetti del cambiamento climatico sul Mediterraneo identificati dal WWF

Il 30% del Mare Nostrum dovrà essere protetto efficacemente entro il 2030

Ci sono 6 effetti del clima sul Mediterraneo indentificati dall’ultimo report del WWF. L’obiettivo è fare in modo che il 30% del Mediterraneo sia protetto in maniera efficace entro il 2030. Esistono forti prove scientifiche che confermano come aumentando la protezione in aree chiave del Mediterraneo, gli habitat marini potrebbero riprendersi, gli stock ittici chiave essere ricostituiti e noi potremmo combattere al meglio l’impatto del cambiamento climatico.

Ecco i 6 effetti del clima sul Mediterraneo:

Tropicalizzazione del mare

Con specie autoctone costrette a spostarsi o a morire a causa dell’aumento delle temperature.

La totale mancanza di specie mediterranee comuni e la grande presenza di specie non indigene rende il paesaggio marino irriconoscibile rispetto ad altri siti mediterranei

Paolo Albano, ricercatore che ha guidato lo studio
Mar Mediterraneo © Alez Mustard / WWF

Migrazioni di pesci 

Quasi 1.000 nuove specie invasive (di cui 126 specie ittiche) sono entrate nel Mediterraneo, causando riduzioni delle specie autoctone fino al 40% in alcune aree, per motivi di competizione o predazione. Anche all’interno del bacino, le specie ittiche si stanno spostando dalle coste meridionali dell’Africa verso acque settentrionali ormai diventate più calde. 

Pesce coniglio, specie invasiva nel Mediterraneo © Philipp Kanstinger / WWF

Boom di meduse

È in corso una gelificazione del mare con fioriture di meduse che si verificano ogni anno e durano più a lungo nelle acque meridionali. Anni di pesca eccessiva hanno distrutto molti degli stock che erano soliti competere con le meduse per il cibo, e ora alcuni pescatori catturano più meduse che pesci. 

Pelagia noctiluca, Mediterranean Sea, Azure coast, France © Damsea / Shutterstock

Praterie di posidonia a rischio

Le praterie di posidonia sono minacciate dal riscaldamento delle acque e dall’innalzamento del livello del mare, con gravi conseguenze per la biodiversità e il carbonio ‘blu’. Le praterie di Posidonia immagazzinano l’11-42% delle emissioni di CO2 dei paesi mediterranei. 

Posidonia oceanica, Tabarka coast, Tunisia © Michel Gunther / WWF

Allarme gorgonie

Nel 2018 nel Mar Ligure il 30% di tutte le gorgonie dell’area è stato distrutto da una tempesta. Queste specie di corallo che forma vere e proprie foreste sommerse che fino ad ora hanno svolto un ruolo chiave in molti complessi ecosistemi mediterranei vengono distrutte da condizioni meteorologiche estreme. 

Gorgonians, Scandola MPA © Alexis Rosenfeld / WWF

Scomparsa della Pinna Nobilis

L’80-100% della popolazione di Pinna Nobilis è recentemente scomparso in veri e propri eventi di mortalità di massa in Spagna, Italia e altri siti mediterranei. Il più grande bivalve endemico del Mediterraneo e uno dei più grandi al mondo, può fornire habitat essenziali per moltissime specie, fino a 146 diverse. 

Pinna Nobilis © Miramare AMP

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