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Cambiamenti climatici, al via i negoziati di Bonn

I negoziatori provenienti da oltre 190 Paesi sono riuniti a Bonn (1-11 giugno) per gettare le basi del prossimo accordo globale sul clima da approvare a Parigi alla fine dell’anno.     Per il WWF, sono tre le cose su…

I negoziatori provenienti da oltre 190 Paesi sono riuniti a Bonn (1-11 giugno) per gettare le basi del prossimo accordo globale sul clima da approvare a Parigi alla fine dell’anno.  
 
Per il WWF, sono tre le cose su cui concentrarsi: : una drastica riduzione delle emissioni nei prossimi cinque anni; garantire che gli impegni assunti per i 5 o 10 anni successivi (2020-2025 o 2030) corrispondano alle esigenze di equità e a quelle poste dalla comunità scientifica per limitare il riscaldamento globale; garantire che le comunità più povere siano assistite per essere meglio preparate ai futuri impatti del cambiamento climatico.
 
Il WWF sottolinea che il nuovo accordo globale sul clima significherebbe poco se le emissioni continuassero ad aumentare nei prossimi cinque anni, prima che il nuovo accordo globale diventi efficace. E la tendenza degli ultimi anni è stata un significativo aumento delle emissioni. Secondo la IEA lo scorso anno, per la prima volta, nel settore energetico le emissioni non sono salite, nonostante la crescita economica, e questo grazie all’aumento di rinnovabili ed efficienza energetica: questo risultato deve indurre a rafforzare le politiche di decarbonizzazione. “Le energie rinnovabili e l’efficienza energetica stanno dimostrando una capacità di innovazione, penetrazione, occupazione e competitività economica che ha sbaragliato ogni previsione -ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia-  i governi devono e possono agire per accelerare questa tendenza, lavorando insieme e creando in tal modo le basi per lo sviluppo sostenibile, molti e nuovi posti di lavoro, l’infrastruttura per una società senza emissioni di carbonio”.
Dopo il 2020 dobbiamo tagliare le emissioni drasticamente e rapidamente. Per garantirlo, nella bozza di accordo che si discuterà a Bonn devono esserci:
 
• Un meccanismo per assicurare una continua revisione e incremento delle azione per il clima, in linea con le indicazioni scientifiche;
• Risorse urgenti e adeguate per le azioni per il clima, sia per la riduzione delle emissioni, sia per garantire che le comunità povere abbiano i mezzi per adattarsi alle conseguenze del cambiamento climatico;
• Un obiettivo globale per l’Adattamento, nonché un forte meccanismo operativo sulle situazioni di emergenza (Loss and Damage);
• Il riconoscimento che affrontare le emissioni derivanti dal consumo del suolo e dalla deforestazione è fondamentale.
 
Durante la sessione di Bonn, si terranno riunioni di esperti tecnici per discutere di questi temi ed è imperativo, per il WWF,  che ci si muova verso raccomandazioni chiare su quello che deve essere fatto e proposte di decisione su questo fronte, piuttosto che continuare solo con scambi di idee.
 
Le questioni difficili vanno trattate subito
Una lezione importante del passato è quello di non lasciare le questioni difficili alla fine. “I negoziatori devono concordare un processo chiaro per discutere l’equità, le situazioni di emergenza, la finanza e la forma giuridica del nuovo accordo, e queste discussioni devono iniziare  la prossima settimana a Bonn. In modo che se c’è da coinvolgere il livello politico, lo si possa far subito”, sottolinea Midulla. 
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