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Ad Anna Giordano il Premio Ambientalista dell'Anno

Alla "Signora dei falchi" è stato consegnato il premio per le sue battaglie anti bracconaggio sullo Stretto di Messina

La “Signora dei falchi” ha ricevuto ieri il premio a Casale Monferrato

Anna Giordano aveva solo 15 anni quando vide i bracconieri uccidere a centinaia i rapaci in migrazione sullo Stretto di Messina. Per contrastare questo fenomeno, che per anni ha provocato vere e proprie stragi tra i rapaci in migrazione, ha intrapreso nel messinese una lotta che le è costata minacce ed intimidazioni ma ha portato alla riduzione del fenomeno. Ieri le è stato consegnato, a Casale Monferrato (AL) il Premio “Luisa Minazzi” Ambientalista dell’anno, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia. Ogni anno il campo primaverile antibracconaggio sullo Stretto, da lei ideato, fa registrare meno spari e numeri straordinari di uccelli in migrazione. Dopo quarant’anni di impegno e di sensibilizzazione (rivolta anche agli stessi bracconieri, alcuni dei quali oggi si sono pentiti e collaborano con Anna) quelle che ieri erano le vittime dei bracconieri, in primis il falco pecchiaiolo, oggi nidificano.

Anna Giordano

Anna Giordano, messinese classe 1965, la “Signora dei falchi” è laureata in Scienze Naturali, specializzata in ornitologia, da 25 anni è attiva nel WWF (già direttore della Riserva delle Saline di Trapani) e ha fondato l’Associazione mediterranea per la natura che si occupa di antibracconaggio e di un centro di recupero della fauna selvatica. Il suo impegno le è valso nel 1998 il prestigioso Goldman Environmental Prize.

La sua storia è quella che più ha colpito il pubblico di tutta Italia. Sono stati oltre 5.000 i votanti che hanno partecipato alla consultazione online. «L’unico grazie che mi aspettavo dalla vita era il volo libero dei falchi – ha dichiarato una emozionata Anna Giordano ricevendo il Premio –Tutto quello che è arrivato dall’umanità è stato sempre una cornice intorno al falco che vola e questo premio so che viene dal cuore di tutti voi e lo sento ancora di più e mi dà energia. Prima si parlava di ottimismo e mi sono chiesta se io sia ottimista: no, ma come diceva Seneca “mi indigno” e quindi vuol dire che nutro ancora speranza in un futuro migliore».

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