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Ci serve una legge per ripristinare la natura

Ecco perché non possiamo fare a meno della Nature Restoration Law, la legge che gli europarlamentari voteranno il prossimo 12 luglio

Chi sceglierebbe di favorire il recupero di un ecosistema che è stato degradato, danneggiato o distrutto, generando una maggiore protezione dalle alluvioni, rafforzando la prevenzione dagli incendi, e quindi rendendo l’Europa più resiliente agli effetti del cambiamento climatico? 

Ognuno di noi. La risposta sembra ovvia.  

Chi ha l’opportunità di farlo, votando la legge per il ripristino della natura, Nature Restoration Law, proposta dalla Commissione UE?  

Gli europarlamentari, il prossimo 12 luglio nella plenaria del Parlamento UE.  

Perché siamo qui a parlarne?  

Perché c’è chi invece questa legge sta cercando di cancellarla, ostacolarla. C’è chi per bocciare un impegno come quello che prevede il ripristino delle aree naturali degradate lo definisce come “ideologico”, nascondendo molto altro. Ci sono associazioni agricole secondo cui dare spazio alla natura nelle aziende agricole metterebbe a rischio la sicurezza alimentare nel nostro Paese.  

Perché non possiamo fare a meno del recupero e ripristino della Natura

Noi del WWF, insieme a oltre 6mila scienziati, organizzazioni non governative e anche grandi imprese europee, vogliamo spiegare alle persone che è vero il contrario, perché una gestione più ambientalmente sostenibile – ad esempio – dell’agricoltura, è l’unica strada per avere una produzione redditizia e capace di assicurare profitti duraturi alle aziende.  

  • Gli ultimi appelli per la Nature Restoration Law
    Gli ultimi appelli per la Nature Restoration Law

    Mercoledì 12 luglio il voto nella plenaria del Parlamento UE

Restore Nature

Del recupero e ripristino della natura e quindi di questa legge non possiamo fare a meno. Prima di tutto perché l’Europa sarà sempre più minacciata da eventi catastrofici come quelli che abbiamo vissuto negli ultimi mesi in Italia. Poi perché senza il corretto funzionamento dei sistemi naturali non sarà possibile fermare il cambiamento climatico.  

Mari, foreste, suolo, fiumi e laghi, svolgono un ruolo determinante nell’assorbire i gas serra, ridurre gli impatti degli eventi climatici estremi: garantiscono la nostra salute sicurezza sul territorio, producono acqua potabile e cibo. 

Il 68% degli ecosistemi italiani a rischio

Solo in Italia, però, il 68% degli ecosistemi è a rischio; in 15 anni sono stati consumati 1.153 chilometri quadrati di suolo a causa dell’espansione urbana, una media di 77 chilometri quadrati l’anno; la totalità dei mari è considerata area problematica e la biodiversità è minacciata dalla modificazione degli habitat naturali e seminaturali, dovuta alle attività umane come agricoltura, turismo e sviluppo residenziale. 

Il ripristino del regolare scorrimento dei fiumi attraverso l’eliminazione delle infrastrutture obsolete e la ricostituzione degli alvei originali, ad esempio, contribuirebbe a rendere il territorio più sicuro in caso di alluvioni ed eventi estremi.  

Il ripristino delle zone umide consentirebbe, tra gli altri, di mitigare gli impatti negativi degli eventi meteorici estremi, quello delle zone verdi in città consentirebbe di regolare le temperature in estate. La creazione di zone verdi nelle aree coltivate permetterebbe di mantenere in salute le popolazioni di impollinatori, necessarie per attività agricole sostenibili nel tempo. Con la Legge sul ripristino della Natura la Commissione Europea vuole attuare la Strategia UE per la Biodiversità al 2030, proponendo di ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e di recuperare tutti gli ecosistemi che necessitano di azioni di ripristino entro il 2050. 

Ripristinare la natura avrà effetti positivi anche per l’economia. L’attuale declino della biodiversità e gli impatti della crisi climatica causano perdite economiche stimate intorno ai 12 miliardi di euro annui. I benefici economici della Rete Natura 2000 in Europa, invece, sono già stati valutati tra i 200 e i 300 miliardi di euro annui, mentre circa 4,4 milioni di posti di lavoro dipendono direttamente dal mantenimento di ecosistemi sani.  

Cosa può fare ognuno di noi

 Noi cittadini dobbiamo pretendere dai nostri europarlamentari un forte segnale di attenzione e consenso su questa Legge, perché dalla sua approvazione dipendono il nostro futuro e la nostra sicurezza climatica e alimentare.  

  • Fai sentire la tua voce per la natura e il futuro
    Fai sentire la tua voce per la natura e il futuro

    Chiedi agli europarlamentari del tuo Paese di votare la Nature Restoration Law

L’invito a tutti è di seguire nei prossimi giorni, fino al voto del Parlamento del 12 luglio, quanto accade in Europa e partecipare attivamente alle azioni on-line sui social promosse dal WWF e dalle altre Associazioni che sostengono la Nature Restoration Law.

Facciamo sentire la nostra voce per il futuro della natura e per il nostro!  

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