Visita l'Oasi | WWF Italy

Visita l'Oasi


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La visita si svolge lungo il sentiero che porta al parco circostante il CEA “Villa Paolina”.
Lungo il primo tratto del sentiero, è possibile osservare i cespugli del cisto.
Diversi nidi artificiali sono stati collocati lungo il percorso. Un tronco di un vecchio albero caduto, accompagnato da una bache con una bacheca che ci illustra le parti di cui è formato. Il sentiero prosegue fino in cima alla collina dove è presente una radura con cespugli di calluna. 

COME ARRIVARE

Si trova in Piemonte, alla periferia Nord della città di Asti, in frazione Valmanera.

In auto: Si può raggiungere uscendo dall’autostrada A21 ai due caselli di Asti e seguendo le indicazioni per il campeggio e per localita' Valmanera oltre alla segnaletica WWF per l'Oasi di Valmanera - Villa Paolina. 

In treno: dalla stazione di Asti, con autobus fino alla frazione Valmanera, percorrendo a piedi l’ultimo tratto di strada.

 

Gestione e Strutture

L'Oasi (10 ha), e tutte le strutture sono di proprietà del Comune di Asti, gestite dal WWF con apposita convenzione pluriennale.

Sentiero natura nel bosco con bacheche in legno a 3 ante, targhe delle principali specie di alberi e arbusti, semenzaio/vivaio per attività di rimboschimento.

La maggior parte delle strutture presenti, un complesso di edifici Liberty, risalgono circa alla metà del XIX secolo

L'edifico principale, Villa Paolina, recuperato dopo anni di degrado e abbandono in seguito ad una lunga battaglia portata avanti da soci e attivisti del WWF di Asti, ospita il grande Centro di Educazione Ambientale "Villa Paolina".

Dopo il lungo periodo necessario per bonificare l'area e restaurare le strutture, dal 2002, anno ufficiale di inaugurazione, il CEA ha potuto avviare le attività.
Sono stati allestiti spazi adeguati (laboratori, aule verdi, sale incontri, biblioteca, area espositiva didattico-museale, spazi per collezioni scientifiche, salone per conferenze) ed acquistate le attrezzature e da allora vi si svolgono programmi di educazione ambientale, anche residenziale, per ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, sperimentando attività sensoriali, rielaborative, creative e ludiche, ma anche per ricercatori, educatori, insegnanti, famiglie.

Di recente il CEA è stato individuato per l’insediamento di una Scuola Universitaria di Biodiversità, in collaborazione col Polo Universitario di Asti e le Università di Torino e del Piemonte Orientale.

Il secondo edificio, che ha conservato la forma della stalla e fienile originari, è adesso adibito ad ostello.
E' una struttura su due piani con 25 posti letto, suddivisi in due cameroni e 4 stanze.
L'ostello è frequentemente utilizzato dalle scolaresche nei soggiorni studio, ma può accogliere anche famiglie e turisti che desiderano un soggiorno in natura.
E' gestito con regime di bed & breakfast, ma per soggiorni prolungati e convegni, si può richiedere la preparazione ed il servizio pasti.

Sono presenti altri edifici minori, come il pozzo-lavatoio, una torre a due piani dalla quale si attingeva, tramite una ruota manuale a volano, l'acqua potabile per l'intero complesso.
Attualmente la parte alta del pozzo viene utilizzata come osservatorio per l'avifauna, mentre il locale inferiore è di supporto all'apiario didattico poco distante, e vi vengono conservate le attrezzature per la smielatura e per la lavorazione della cera. L'apiario è in funzione dal 1993, ed è costituito da diverse arnie, di cui due a parete trasparente; nelle vicinanze è stato impiantato un frutteto, recuperando vecchie varietà locali di alberi da frutta, che garantiscono alle api il necessario nutrimento per la produzione del miele.

Il piccolo edificio chiamato ora casetta dei nidi, le cui funzioni originali non sono note, è adibito attualmente a magazzino per i materlia didattici e non realizzati anche insieme ai bambini, come nidi artificiali e mangiatoie.

Il Portico, un tempo usato per ricovero attrezzi e macchine agricole, è adesso una splendida e luminosa sala convegni, che ospita fino a 80-100 persone, nel cui restauro, coordinato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali, si è conservato quanto più possibile struttura architettonica originale, tecniche costruttive e materiali dell'epoca.

Tutte le strutture sono state recuperate secondo criteri di bioarchitettura e tecnologie innovative a basso impatto ambientale.
Attenzione all'utilizzo di materiali non inquinanti, tecniche di coibentazione, risparmio energetico, riciclo delle acque e produzione di energia da fonti rinnovabili sono solo le più evidenti tra le soluzioni adottare per rendere tutte le strutture ad "impatto zero" e mostrare come si possa compiere piccoli ma significativi passi verso gli obiettivi di Kioto, nel totale rispetto delle normative vigenti in tema di accessibilità e sicurezza.

Recentemente l'oasi e stata dotata di un impianto fotovoltaico che renderà quasi completamente autosufficiente Villa Paolina e il CEA. 

Nei dintorni

Le altre oasi WWF della provincia di Asti: La Bula, Il Bosco del Lago, Il Verneto, la Garzaia della Val Bormida, il Forteto della Luja.