Quattro nuovi nidi di tartaruga marina in Calabria e Sicilia | WWF Italy

Quattro nuovi nidi di tartaruga marina in Calabria e Sicilia

Notizie pubblicate su 08 July 2020
Il nido di Priolo, sullo sfondo l'area industriale
© O.Prato WWF
Intanto da Policoro avvistata la tartaruga Alessandra, liberata il 18 maggio con tag satellitare

Non c’era miglior modo per celebrare, oggi 8 luglio, la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo: quattro nuovi nidi di tartaruga marina sono stati scoperti nella notte e nella mattinata di oggi in Sicilia e Calabria, e messi in sicurezza e dai volontari del WWF. Il primo grazie a un gruppo di amici e da un “cerca oggetti” impegnato con il metal detector che hanno visto la tartaruga uscire più volte nel lido san Lorenzo (probabilmente all’inizio disturbata) fino alla deposizione. I ragazzi si sono immediatamente messi in contatto con la biologa marina, volontaria WWF e operatrice Euroturtles Oleana Prato, che, giunta sul posto , ha verificato la presenza delle uova e messo in sicurezza il nido.
Il secondo nido è stato individuato tramite i monitoraggi dei volontari del gruppo “Tartapriolo” organizzati dal direttore della riserva con cui il WWF collabora nella formazione dei volontari in tema tartarughe. In totale sono 10 i nidi individuati del network tartarughe marine del WWF in provincia di Siracusa, supportati dal Life Euroturtles, a conferma di un’estate che battezza la Sicilia come “isola delle tartarughe”, grazie anche alla rete di monitoraggi e segnalazioni messa in campo dall’associazione del Panda sull’isola.
Proprio in mattinata poi, è arrivata anche la notizia di due nidi scoperti a Guardavalle, in provincia di Catanzaro.
Good news anche dalla Basilicata dove la tartaruga Alessandra, dotata di tag satellitare e liberata lo scorso 18 maggio dal WWF Policoro con tanto di diretta Facebook, sta bene ed è stata avvistata da un pescatore grazie alla “antenna” installata sul suo carapace. 
Recuperata grazie all’intervento di un pescatore della Cooperativa Nereide di Policoro in asfissia per annegamento, era destinata a morte certa poiché incastrata sul fondo del mare e bloccata da una vecchia rete da posta.

Qui per seguire il viaggio della tartaruga Alessandra >>


 
Il nido di Priolo, sullo sfondo l'area industriale
© O.Prato WWF Enlarge
Dopo la scoperta delle tracce di tartaruga marina è sempre necessario scavare per verificare la presenza delle uova
© Oleana Prato/WWF Enlarge