Pandanews

Tre cacciatori di frodo colti in flagrante a Castel Volturno

Nel primo giorno di caccia si sono sottratti al controllo delle guardie venatorie WWF, in provincia di Caserta

Un attacco a chi presidia la legalità

Era solo il primo giorno di caccia, ma già ieri le nostre guardie giurate venatorie si sono trovate davanti a una violazione di legalità.

Ore 5 e trenta, Castel Volturno. Alcune guardie giurate WWF stavano svolgendo la loro attività di vigilanza ordinaria del territorio, quando vicino a un laghetto artificiale spesso utilizzato per la caccia agli uccelli acquatici, hanno sorpreso tre cacciatori di frodo che si servivano di richiami elettroacustici vietati, per attirare gli uccelli destinati ad essere uccisi. 

Dopo aver udito questi richiami, chiaramente artificiali e illegali, accompagnati dagli spari dei fucili, le guardie sono riuscite ad avvicinarsi ai tre cacciatori, che si trovavano in una struttura in cemento armato detta “postino”, ben nota perché comunemente utilizzata da chi svolge questo tipo di attività illecite. Nonostante la legittima richiesta delle guardie, anche confermata telefonicamente dai carabinieri, i tre hanno rifiutato di sottoporsi al controllo di chi in quel momento stava rappresentando la legge, dichiarando di voler rispondere solo alle forze dell’ordine. E si sono allontanati portando via i richiami vietati, le armi, le munizioni e la fauna selvatica abbattuta.

Un episodio molto grave che, oltre all’illecito abbattimento di fauna selvatica, evidenzia un atteggiamento arrogante e sfacciato di chi, colto con il fucile ancora fumante, si pone contro soggetti che in quel momento rappresentano lo Stato e la legge

Giampaolo Oddi, responsabie Guardie volontarie WWF

Comportamenti come questo, che subito è stato denunciato all’autorità giudiziaria, possano essere influenzati dalle fake news diffuse anche da rappresentanti del mondo venatorio che invece di isolare e condannare chi viola la legge danneggiando, peraltro, l’immagine stessa di chi esercita la caccia nella legalità, si scagliano contro i cittadini che dedicano tempo e sacrifici per svolgere un’attività legittima e autorizzata, mirata non a favorire una parte ma a tutelare i beni comuni.

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