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Dalla COP26 arrivino decisioni e azioni a breve termine

La leadership politica è l'ingrediente essenziale per garantire che la COP risponda alle richieste delle persone di tutto il mondo

La seconda settimana a Glasgow

Dopo una settimana di annunci da prima pagina e alcuni progressi nei negoziati, un barlume di ottimismo arriva dalla COP26, che si sta svolgendo ora a Glasgow: questa settimana alcune questioni chiave potrebbero essere finalmente concordate dai leader presenti ai negoziati sul Clima. Ma le buone intenzioni per il clima dovranno essere confermate da risultati concreti e da azioni a breve termine.

È necessario assumere decisioni sugli impegni chiave  per aumentare la credibilità delle discussioni alla COP. Sabato scorso, un numero record di persone ha marciato su Glasgow per chiedere azioni concrete, non soltanto parole ai leader. Se le promesse fatte non si tradurranno in azioni a breve termine e in progressi reali nei negoziati, i leader globali dovranno affrontare una crisi di credibilità

Manuel Pulgar-Vidal, responsabile Clima ed Energia WWF Internazionale e presidente della COP20
La manifestazione di sabato 6 novembre a Glasgow, foto di WWF

Un percorso chiaro dai leader

I ministri devono mostrare al mondo che i loro leader ci tengono davvero, prendendo decisioni su questioni chiave, compresi i finanziamenti per il clima, le perdite e i danni causati dagli impatti climatici.

Inoltre, devono dare la certezza al mondo che stanno prendendo sul serio il problema e assicurarsi che la COP26 stabilisca che i paesi devono migliorare i loro piani d’azione nazionali sul clima prima del 2023 e riferire sui loro progressi. Il divario di ambizione deve essere colmato il prima possibile. La scienza lo chiede da tempo, e ora tutto il mondo ha gli occhi puntati su di loro.

Dobbiamo lasciare Glasgow con un percorso chiaro che promuova l’azione e l’attuazione su tutti i fronti, comprese la mitigazione, l’adattamento e la finanza. Una parte fondamentale di questo è la graduale eliminazione dei combustibili fossili e dei sussidi che li sostengono e il riconoscimento del ruolo della natura per restare entro 1,5°C. Allora potremo dire che i leader e i negoziatori hanno iniziato a rispondere alle richieste dei cittadini

Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia WWF Italia

Presentata la prima bozza di un possibile accordo

Il 10 novembre, all’alba è stata pubblicata la prima bozza di un possibile accordo della Cop26. Il WWF accoglie con favore il primo testo completo riguardo gli impegni dei Paesi, poiché riconosce il deficit di ambizione attuale e la portata del compito che abbiamo di fronte a noi.

La bozza dell’accordo include una serie di meccanismi proposti per aumentare le ambizioni. Tra questi ci sono: la richiesta rivolta ai Paesi di rivedere e migliorare i propri obiettivi per il 2030, una prima menzione sull’importanza di eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili e un riferimento al ruolo fondamentale delle soluzioni basate sulla natura per l’adattamento e la mitigazione del clima. Il testo dovrà continuare a migliorare e diventare più specifico, ma questi elementi devono rimanere presenti.

L’ambizione deve essere più concreta

Con il mondo che deve rispondere al pericolo rappresentato dal riscaldamento globale, è essenziale che i ministri lavorino per includere un piano chiaro che sia capace di colmare il divario delle ambizioni al 2030 e che identifichi i tempi per farlo.

Il nuovo studio di Climate Action Tracker ci conferma che con le attuali politiche andremo incontro ad un futuro di cambiamenti climatici devastanti con aumento della temperatura media da 2,4 a 2,7 gradi centigradi.

Si deve fare di più e i negoziatori devono migliorare le parti del testo che presentano ancora punti deboli. Questa bozza deve essere un punto di partenza, non un arrivo.

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