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Allevamenti intensivi nemici del pianeta

Il sistema alimentare minaccia la biodiversità. Con la campagna #DoEatBetter i consigli per cambiare le proprie abitudini di consumo

Una minaccia per la biodiversità

Il sistema alimentare globale è la più grande minaccia per la biodiversità del Pianeta. Il modo con cui produciamo e consumiamo cibo in tutto il mondo è da solo responsabile dell’80% di perdita di specie e habitat a livello globale. Si tratta di impatti diretti e indiretti, che comprendono anche ile ingenti emissioni di gas serra provenienti dal sistema alimentare e il loro pesante effetto sul cambiamento climatico. L’agricoltura, contribuisce al 24% delle emissioni di gas serra globali, classificandosi come uno dei settori maggiormente responsabili del cambiamento climatico. In questo settore tra i maggiori responsabili della produzione di gas serra ci sono gli allevamenti intensivi che, in base a stime della FAO, generano il 14,5% delle emissioni totali di gas serra.

#DoEatBetter per il Pianeta

Oggi il WWF rilancia la propria richiesta ai consumatori con un video #DoEatBetter dedicato all’impatto  della produzione e del consumo di carne e latticini sulla più grande minaccia globale dei nostri tempi e invita tutti a scoprire i consigli per un consumo responsabile sulla pagina del sito.

Portiamo la sostenibilità alimentare sulle nostre tavole

Le emissioni degli allevamenti

Anche se a partire dagli anni ’90 le emissioni degli allevamenti sono diminuite, con una riduzione del 20% in Europa nel 2018, ancora oggi a livello europeo rappresentano oltre il 60% del totale delle emissioni del comparto agricolo. La maggior parte di queste emissioni, deriva dai bovini. Secondo l’ISPRA dal settore agricolo arriva il 7% delle emissioni di gas serra italiane, circa 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. La maggior parte di queste emissioni, il 78%, deriva dagli allevamenti, in particolare da bovini (quasi il 70%) e suini (più del 10%), mentre il 10% proviene dall’uso dei fertilizzanti sintetici.

Gli impatti del cambiamento climatico sulla filiera del cibo

Ma il cambiamento climatico ha anche forti ripercussioni su agricoltura e allevamenti: l’aumento delle temperature medie, con piovosità instabile e calamità naturali, sono dannosi per gli animali, i pascoli e le colture. Si riducono infatti qualità e rese delle colture per foraggio e mangimi. Inoltre agiscono anche sulla diffusione e resistenza dei vettori patogeni responsabili di zoonosi, determinando lo spostamento delle specie verso nuove aree, alterano i rapporti tra gli agenti patogeni, le specie vettori e gli ospiti.

Non è più possibile ignorare queste gravi problematiche, è indispensabile invece intervenire subito sia coinvolgendo i produttori, sia chiedendo ai consumatori un cambiamento delle proprie scelte di consumo

Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del WWF Italia

Scelte amiche del Pianeta

Il consiglio ai consumatori è di ridurre al minimo il consumo di carne e prodotti derivati. Per coloro non vogliono rinunciare a includere carne nella propria dieta, il WWF raccomanda di cercare di acquistare da carne da allevamenti estensivi, meglio se certificata biologica. L’acquisto diretto in fattoria o attraverso associazioni e mercati contadini può essere un modo per lasciare più valore aggiunto presso sistemi locali di produzione estensivi sostenibili.

Il ruolo dei leader politici

Ai leader politici si chiede di adottare strumenti fiscali in grado di dare un sostegno agli elevati costi della pastorizia, per compensare l’incidenza del costo del lavoro per prevenire abusi e illegalità nel mancato rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti. Un provvedimento efficace potrebbe essere l’introduzione di contributi previdenziali agevolati per tutti i lavoratori assunti da aziende agricole che praticano la pastorizia e l’introduzione di aliquote IVA agevolate per tutte le produzioni zootecniche collegate con la pastorizia.

Per realizzare una giusta transizione è inoltre indispensabile una comunicazione chiara e trasparente nelle etichette affinché i consumatori possano conoscere, nel momento dell’acquisto, il metodo di allevamento utilizzato e il livello di benessere animale.

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