info:
© Shutterstock / FloridaStock / WWF

Regioni Polari

Aiutaci a salvare le regioni polari!
  • 400
    specie di licheni vivono sulle rocce dell’Antartide.
  • -89.2°C
    la temperatura più fredda registrata sulla Terra, a Vostok in Antartide.
  • 450
    km3 di ghiaccio si staccano ogni anno in forma di iceberg.

L’ABC DELLE REGIONI POLARI

Artico e Antartide possono apparire simili per condizioni e clima, ma non è così. In realtà l’Antartide è un continente che, per la tettonica a zolle, si è separato da Australia, Sud America, Africa e Nuova Zelanda con un processo durato decine di milioni di anni, finché circa 30 milioni di anni fa si è trovato pressappoco nell’attuale posizione intorno al Polo Sud. 

L’Artico, invece, sempre a seguito dei movimenti dei continenti, si è formato quando l’Asia settentrionale, la Groenlandia e il Canada circondarono il circolo polare artico, interrompendo le correnti oceaniche e dando origine ad una calotta di ghiaccio che ricopre gran parte dell’Artico.

I popolamenti faunistici in alcuni casi sono simili: le foche, sebbene di specie diverse, si trovano in entrambi i poli, ma altre specie sono esclusive di uno o dell’altro.

L’orso polare ad esempio è il più grande predatore della Terra e vive solo nelle regioni artiche, così come la volpe polare e i caribù. 

I pinguini invece vivono nell’Antartide, anche se alcune specie si spingono lungo le coste dell’Africa, del Sud America e la specie più settentrionale arriva all’equatore (il pinguino delle Galápagos). Nelle regioni settentrionali vivono delle specie di uccelli molto simili ai pinguini, ma che hanno mantenuto la capacità di volare. Tali specie appartengono alla famiglia degli Alcidi e sono nello specifico le urie, la gazza marina e i pulcinella di mare. Nel 1844 in Islanda è stato ucciso l’ultimo esemplare della più grande specie di Alcide – l’alca impenne – che aveva perso la capacità di volare proprio come i pinguini.

CARATTERISTICHE E CURIOSITÀ

Ai poli i giorni si allungano in primavera, fino al solstizio d’estate, e il sole resta sopra l’orizzonte per 24 ore. Alla fine dell’estate, invece, le giornate si accorciano. Al solstizio d’inverno comincia il periodo di oscurità totale destinato a durare parecchie settimane. Tenuto conto che le stagioni nell’emisfero australe sono invertite rispetto al nostro, questo succede alternativamente ai due poli.

I cieli di entrambi i poli offrono uno spettacolo unico: l’aurora boreale nell’Artico e l’aurora australe nell’Antartico. Il fenomeno è prodotto dai gas ionizzati emessi dal Sole che, quando colpiscono il campo magnetico terrestre, rilasciano particelle colorate: l’azoto produce il viola, l’ossigeno il verde e il rosso. Sono le uniche luci nei lunghi e bui inverni polari.

Quando i ghiacciai raggiungono il mare si staccano enormi lastroni che vanno alla deriva per mesi. Alcuni possono essere profondi 200-300 metri e grandi anche vari chilometri.

LE MINACCE

Le regioni polari sono ecosistemi delicati sempre più minacciati dai cambiamenti climatici e dalle attività umane.

Il rilascio di gas serra, a seguito dell’utilizzo dei combustibili fossili, sta facendo riscaldare le temperature nell’Artico e dell’Antartide a una velocità doppia rispetto a quella del resto del mondo, con conseguente assottigliamento della calotta, scioglimento del permafrost e innalzamento del livello del mare in tutto il mondo. 

La diminuzione del volume e dell’estensione del ghiaccio marino artico e dei ghiacciai antartici ha gravi implicazioni per i mammiferi marini, che proprio dal ghiaccio dipendono per la loro sopravvivenza, come le foche dagli anelli, gli orsi polari al nord e i pinguini al sud. Il surriscaldamento del pianeta sta rendendo anche le acque polari più acide, minacciando le specie di zooplancton alla base stessa della ricca catena alimentare. 

Entrambe le regioni polari sono inoltre interessate dall’estrazione mineraria, oltre che dallo sfruttamento dei giacimenti petroliferi e di gas naturale. Con lo scioglimento dei ghiacci, infatti, molte aree prima inaccessibili sono oggi interessate da impianti di estrazione mineraria e petrolifera.

COSA FA IL WWF

Lavoriamo per la conservazione degli ecosistemi polari attraverso l’istituzione di aree protette dove non possono essere condotte prospezioni, attività di estrazione mineraria e petrolifera. 

Promuoviamo inoltre progetti di pesca sostenibile certificata, tanto nell’Artico quanto in Antartide, a beneficio dell’ecosistema e delle popolazioni locali delle regioni settentrionali. Nel 2020, abbiamo raggiunto un accordo con le industrie della pesca per proteggere l’Oceano Antartico: la chiusura per tutto l’anno di un’area di 4.500 km3 di oceano intorno a Hope Bay, nella penisola antartica settentrionale.

Siamo anche impegnati con numerose istituzioni locali, nazionali e regionali responsabili per lo sviluppo di varie attività nell’Artico con un impatto sull’ecosistema polare. Questo lavoro include il Consiglio artico, il forum intergovernativo di alto livello sulla conservazione dell’Artico e lo sviluppo sostenibile. Il WWF è un membro osservatore dal 1998.

La natura chiama. E a volte scrive anche. Iscriviti alla newsletter WWF

Utilizziamo cookie tecnici, indispensabili per permettere la corretta navigazione e fruizione del sito nonché, previo consenso dell’utente, cookie analitici e di profilazione propri (denti di prima parte) e di terze parti, che sono finalizzati a mostrare messaggi pubblicitari collegati alle preferenze degli utenti, a partire dalle loro abitudini di navigazione e dal loro profilo. È possibile configurare o rifiutare i cookie facendo clic su “Configurazione dei cookie”. Inoltre, gli utenti possono accettare tutti i cookie premendo il pulsante “Accetta tutti i cookie”. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la nostra cookies policy.