Ambiente, flora e fauna | WWF Italy

Ambiente, flora e fauna



Ambiente

L'invaso di Conza sul fiume Ofanto con le aree a valle della diga, rappresenta la più estesa area umida della Campania. Situato sulla direttrice Ofanto-Sele (direzione NE-SO) costituisce, insieme all’ Oasi WWF di Persano (sul fiume Sele), la stazione di ristoro e riposo delle specie ornitiche lungo la rotta migratoria tra Tirreno ed Adriatico. L'area assume quindi un rilievo nazionale e sovranazionale soprattutto per la variegata e popolosa avifauna che vi staziona o vi nidifica, durante le migrazioni tra il continente eurasiatico e l'Africa.

Il perimetro dell’Oasi del Lago di Conza si può inserire nel sistema paesistico Sannitico-Lucano (Pignatti, 1994). Si tratta di un'area di basse montagne che in generale non superano i 1.000 metri di quota, con un modellamento dolce, essendo costituite da calcari marnoso-arenacei miocenici.

La fascia bioclimatica vegetazionale è quella della roverella e dei prati steppici a Bromus erectus. L’altezza media s. l. m. è di circa 420 m.

Quando nel 1972 cominciarono i lavori di costruzione della diga, la vasta piana alluvionale dell'Ofanto era interessata da attività agricole e zootecniche, testimoniate tutt'oggi dai ruderi delle numerose case coloniche.

Il bosco igrofilo vegetava nell'alveo di piena dell'Ofanto. Successivamente, con il forzato abbandono delle coltivazioni e con l'estrazione del materiale lapideo e terroso occorrente alla realizzazione della diga, è avvenuta un'espansione della vegetazione igrofila, principalmente dei salici e dei pioppi, accompagnata dalla tipica vegetazione palustre. In tali aree si sono creati anche dei piccoli stagni con fitti canneti, sia per effetto delle risorgive che per i "crateri" creati con l'attività di escavazione.

Con la presenza della diga il livello dell’acqua muta frequentemente, per cui sovente si ha un’alterazione della fisionomia del periplo del lago 

Curiosità

 
	© WWF
 

Flora e fauna

Gli ambienti presenti sono: bosco igrofilo, pascoli e ambienti steppici.
Il bosco igrofilo è costituito da salice bianco, tamerice, ontano, pioppo italico. Ad eccezione della tamerice, specie di origine nordafricana in grado di colonizzare anche ambienti salati e solo temporaneamente inondati, le altre piante sono tipiche specie igrofile di acque dolci e sono tutte caducifoglie dallo sviluppo vegetativo molto rapido.
La vegetazione palustre è molto estesa e composta principalmente da salice bianco, diverse specie di pioppo, cannuccia di palude, tifa, scirpo, iris palustre, sagittaria, ranuncolo d'acqua.
I pascoli e gli ambienti steppici sono caratterizzati dalla presenza dominante di Bromus erectus., a cui si associano avena selvatica, rovo, sambuco, biancospino, prugnolo, rosa canina. Tale ambiente è interessante per la fioritura di orchidee spontanee come l’apifera e la fuciflora.

La fauna è rappresentata soprattutto dall’avifauna acquatica. Sono state censite 140 specie di uccelli, tra cui di particolare importanza il falco pescatore Pandion haliaetos, migratore regolare, la nitticora Nycticorax nycticorax , nidificante con una delle garzaie piu’ grandi dell’Italia Meridionale, tuffetto, svasso piccolo, svasso maggiore, airone rosso, moretta tabaccata, porciglione, piro-piro piccolo, ghiandaia marina, biancone, lodolaio, falco pellegrino, volpoca, tarabuso, tarabusino, spatola.

Nei campi intorno all’Oasi trovano l’habitat ideale cappellacce, tottaville e allodole, oltre a numerosi passeriformi come saltimpalo, strillozzo, verzellino e occhiocotto. Tra i mammiferi, volpe, tasso, faina, donnola e la lontra Lutra lutra, elusiva abitatrice degli angoli più appartati dell'invaso e purtroppo in pericolo di estinzione su scala nazionale.
Gli anfibi sono molto numerosi e rappresentati da svariate specie, così come i rettili.
 

Specie Simbolo

 
	© Sanchez & Lope / WWF