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© Jürgen Freund / WWF

Consumo sostenibile

A causa dell’enorme aumento della domanda di pesce e molluschi in questi ultimi decenni, gli stock ittici di tutto il mondo sono spesso sovrasfruttati o ai limiti di uno sfruttamento sostenibile. Basti pensare che il consumo mondiale di pesce  è aumentato del 122% dal 1990 al 2018,  crescendo da 9,0 kg pro capite nel 1961 a 20,5 kg pro capite nel 2018.

L’Unione europea costituisce il principale importatore al mondo di prodotti ittici, oltre la metà dei quali viene importata, oltre che da Norvegia e UK, anche da Cina, Marocco e Ecuador, dove molte comunità locali basano il loro sostentamento sull’attività di pesca. Non va infatti dimenticato che nel mondo il pesce e i frutti di mare costituiscono la principale fonte di proteine per milioni di persone e rappresentano anche la merce più commercializzata e quindi trasportata.

Sulle tavole degli italiani c’è più pesce di quanto se ne possa pescare nei nostri mari o allevare nei nostri impianti di acquacoltura. Due terzi della domanda nazionale di pesce è soddisfatta dal resto degli oceani, in particolare dai Paesi in via di sviluppo. In Italia ognuno di noi mangia in media circa 31 kg di pesce all’anno (fronte alla media europea di 24,4 kg) e ciò contribuisce a impoverire il Mediterraneo.

Di fronte a questo, tutti noi possiamo fare qualcosa.

É solo attraverso un consumo responsabile di prodotti nazionali ed esteri che si potranno sostenere i mari contro lo sfruttamento indiscriminato delle loro risorse spingendo i Governi a risolvere il problema della pesca insostenibile.

Il pesce è vita

In alcuni Paesi in via di sviluppo, il pesce garantisce la metà, e in alcuni casi anche di più, dell’assunzione totale di proteine animali.

Nel 2017, rappresentava il 17% delle proteine animali e il 6,7% di tutte le proteine consumate dall’intera popolazione mondiale. È una fonte di cibo cruciale per oltre 3,3 miliardi di persone, in quanto fornisce loro il 20% di tutte le proteine animali. Inoltre i settori della pesca e dell’acquacoltura creano milioni di posti di lavoro lungo tutta la filiera di pesca e trasformazione: 59,9 milioni di uomini e donne sono direttamente impiegati nelle attività di pesca e acquacoltura. Inoltre, in milioni sono impiegati nei settori della trasformazione e del commercio del pesce.

L’importanza della piccola pesca nel Mediterraneo

Il sovrasfruttamento del Mar Mediterraneo è una minaccia anche per i pescatori artigianali che pescano seguendo le regole e per le comunità costiere locali in generale. Le attività di piccola pesca, che coinvolgono piccole imbarcazioni che utilizzano solo attrezzi da pesca passivi (reti da posta, nasse e trappole, lenze e palangari) con un ridotto livello di catture al giorno, rappresentano l’83% delle flotte totali e impiegano direttamente 127 mila persone: si tratta di attività di origine familiare e attorno a questo settore si sostengono intere comunità e paesi.

La cultura della pesca è una parte fondamentale della tradizione del Mediterraneo. La piccola pesca locale è un vettore intergenerazionale di conoscenza e di buone pratiche, ha inoltre la potenzialità di essere condotta in modo sostenibile.

I pescatori artigianali del Mediterraneo e le loro famiglie combattono ogni giorno per sostenersi poiché il futuro dell’intero settore è a rischio.

L’attuale situazione della pesca nel Mediterraneo riflette quella globale: abbiamo bisogno urgente di gestire meglio gli stock ittici e gli oceani, se vogliamo che il pesce continui a nutrire le generazioni future.

Cosa fa il WWF

Da anni ci impegniamo in attività di sensibilizzazione dei consumatori e educazione dei più giovani verso il rispetto degli oceani anche a partire dalle tavole, attraverso un consumo moderato e responsabile di prodotti ittici. Inoltre lavoriamo con i pescatori affinché adottino pratiche più sostenibili, con le aziende affinché si impegnino nella trasformazione della loro filiera produttiva, verso un approvvigionamento più sostenibile, con le autorità nazionali e internazionali affinché garantiscano una gestione adeguata della pesca.

Criteri di scelta dei prodotti ittici

In qualità di consumatore, è importante rivalutare il proprio consumo di pesce (inclusi crostacei, molluschi e frutti di mare in generale) come una prelibatezza, da scegliere solo in occasioni speciali, non quotidianamente.

Adottare comportamenti responsabili significa anche imparare a scegliere prodotti ittici che siano pescati in modo tale da preservare le risorse ittiche e i pescatori che da esse dipendono.

Ecco cosa puoi fare:

  • DIVERSIFICA:
    Variare scegliendo specie meno comuni, comporta una pressione più bilanciata sulle risorse marine, che favorisce il mantenimento della biodiversità
  • PREDILIGI PESCE LOCALE DELLA PICCOLA PESCA  
    Nel Mediterraneo è importante prediligere prodotti della piccola pesca a “miglio zero” perché minimizza i costi superflui di importazione, trasporto e conservazione. Puoi supportare soprattutto i pescatori artigianali impegnati in un percorso verso la sostenibilità, informandoti presso la marineria (ad esempio le marinerie impegnate nel progetto Transforming Mediterranean Small Scale Fisheries) o online sui progetti esistenti nel Mediterraneo.
  • SCEGLI SOLO PESCE ADULTO
    Un pesce troppo giovane, ossia inferiore a certe dimensioni, non ha ancora avuto il tempo di riprodursi. Informati sulle “taglie” minime legali, previste per legge, da rispettare all’acquisto, per essere certi di acquistare pesce adulto. Così facendo, contribuirai a favorire il ciclo vitale e riproduttivo della specie.
  • PREDILIGI SEMPRE PESCE DI STAGIONE
    Ogni specie ha i suoi periodi di riproduzione durante i quali sarebbe bene non effettuare attività di pesca per favorirne la riproduzione. Anche in questo caso meglio chiedere al proprio pescivendolo o direttamente al pescatore. Questa scelta va a vantaggio dell’ambiente e del suo equilibrio, garantisce la qualità di ciò che mangiamo ed è – oltretutto – più economica.
  • CONTROLLA L’ETICHETTA
    Per legge europea, i prodotti ittici devono essere dotati di etichetta che indichi nome e provenienza del pesce (zona di pesca-area FAO) e metodo di cattura. Confronta la provenienza e il metodo di cattura con le indicazioni di WWF per sapere se il pesce che stai acquistando è stato pescato in maniera più o meno responsabile. Se non trovi queste informazioni meglio non acquistare alcun pesce, in questo modo supporti la lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
  • CONTROLLA L’ESISTENZA DI CERTIFICAZIONI DI APPROVVIGIONAMENTO SOSTENIBILE   
    Prediligi prodotti con certificazioni che dimostrano un approvvigionamento responsabile o biologici
  • NON ACQUISTARE MAI SPECIE PROTETTE O MINACCIATE
    Non acquistare specie protette, come il dattero di mare, evita di consumare squali e razze (molte specie sono protette e molte altre sono spesso a rischio di estinzione, non esistono ad oggi attività di pesca sostenibile di squali e razze); non acquistare specie minacciate secondo la IUCN, come la Cernia bruna o l’Ombrina bocca d’oro .
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