For Nature for us | WWF Italy

Una sfida immensa ma una grande opportunità

Non può esistere un futuro per noi senza un futuro per il Pianeta.

Da questa urgenza di far comprendere al maggior numero di persone il legame tra la salute dell’ambiente e la salute dell’uomo nasce la nostra iniziativa FOR NATURE FOR US

Come WWF, non solo abbiamo scelto di non fermarci, ma anzi vogliamo aumentare la velocità delle nostre azioni. I prossimi 10 anni saranno decisivi per salvare la Terra e salvarci.
 

LE AREE DI INTERVENTO

L’impatto delle attività umane sulla Natura negli ultimi 50 anni è equiparabile ad un cataclisma, una rete complessa di distruzione, degrado, sfruttamento. Per contrastare questo scenario è necessario agire in fretta e con un approccio integrato sui principali fronti su cui si
giocherà il nostro futuro.

Abbiamo individuato 5 aree di intervento:

COME PUOI AIUTARCI

Supportaci con una donazione
Intestatario:  WWF ITALIA ONLUS
IBAN:  IT 89 E 02008 05164 000110083977
Causale del bonifico: For Nature for us


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 Contatta Sara Proietti al numero 3487796643
o scrivi una mail a s.proietti@wwf.it

Deforestazione

GOAL: Entro il 2030 vogliamo mettere  fine alla deforestazione, migliorare  la gestione delle foreste nel mondo  e restaurare il patrimonio forestale compromesso

Perché agire

Le foreste ospitano più dell’80% della biodiversità terrestre e sono fondamentali per la nostra salute: mitigano gli effetti dei cambiamenti climatici, ci dànno ossigeno, acqua, cibo, medicine. Sono vita per centinaia di migliaia di comunità indigene. Ogni anno però sistemi di agricoltura incontrollati, incendi dolosi e causati dal surriscaldamento
globale devastano 18,7 milioni di ettari di foresta, l’equivalente di 27 campi da calcio al minuto. In Australia 3 miliardi di animali sono stati colpiti da incendi nell’ultimo anno e negli ultimi 10 anni l’Amazzonia ha perso una porzione di territorio pari a quella dell’Italia. Una foresta degradata significa perdita di specie animali preziose, oltre
ad essere causa di diffusione di virus e delle conseguenti possibili pandemie.

Amazzonia

L’Amazzonia che conosciamo, la foresta pluviale più estesa al mondo, sta scomparendo. Se non fermiamo la spirale di distruzione in atto, la perderemo. Per sempre. Secondo la comunità scientifica basta che vada in fumo soltanto un altro 5 % e con essa andrà in fumo il nostro futuro e quello delle popolazioni indigene che
da essa dipendono. Solo un 5% di ulteriore perdita e sarà troppo tardi. Gli alberi lasciano spazio ad ambienti di savana, la foresta smette di assorbire C02 e tutto ciò ha impatti devastanti per il nostro clima. Con l’Amazzonia, inoltre, rischia di scomparire una parte straordinaria della ricchezza di specie del Pianeta. Ecco perchè è così importante Agire Ora.

Le nostre azioni

Conservare la foresta. La collaborazione con i governi locali è fondamentale per creare e gestire le aree protette della foresta: è cosi che il WWF lavora in Amazzonia, attraverso il “The Amazon Region Protected Areas Program” (ARPA), un programma di tutela che riguarda un network di parchi, per un totale di 150 milioni di acri di foresta.

Sostenere le comunità locali attraverso l’empowerment delle popolazioni indigene, custodi della foresta da oltre 11 mila anni, insegniamo loro a generare profitto in maniera sostenibile: in particolare, garantiamo la creazione di un mercato equo della noce brasiliana, attraverso cui valorizzare, conservare e capitalizzare la biodiversità della foresta amazzonica.

Rispristinare le aree forestali compromesse attraverso programmi di riforestazione.

Chiedere ai governi del mondo che facciano tutto il possibile per contrastare la conversione dell’Amazzonia in pascoli e piantagioni.

Ottenere norme vincolanti che impediscano di importare beni che hanno determinato la deforestazione dell’Amazzonia (legno, carne, soia, caffè, zucchero di canna...).

Prevenire gli incendi e denunciare prontamente e consentire interventi immediati di contrasto alla deforestazione in Amazzonia. Per questo abbiamo bisogno di droni che ci permettano il costante monitoraggio delle zone più a rischio di incendi.

Informare i consumatori affinché scelgano beni che non derivano da deforestazione.

Traffico illegale di specie

GOAL: Vogliamo la chiusura dei mercati nei quali si commerciano animali selvatici, vivi o morti, nei quali viene messa a rischio la salute pubblica

Perchè agire

Il traffico illegale è una delle principali cause di perdita di biodiversità sul Pianeta. Ogni
anno centinaia di milioni di animali vengono prelevati dai loro habitat e venduti a peso d’oro in mercati illegali. Il bracconaggio è generato e genera povertà, vive e si alimenta di reti criminali internazionali, produce corruzione e instabilità, guerre e conflitti.
I crimini contro la natura sono il 4° principale mercato (dopo traffico di droga, traffico di
armi e traffico di esseri umani). Il commercio illegale di specie selvatiche produce un
business che può arrivare a circa 23 miliardi di dollari l’anno. Dal 2014 al 2016 i crimini
contro la natura hanno avuto una crescita del 26%, ed è in aumento anche il commercio online, favorito da nuove tecnologie.

I rangers

Il bracconaggio e il commercio illegale di wildlife sono sempre esistiti. Ma negli ultimi anni si sono trasformati in un business globale che si avvale di reti criminali internazionali ben organizzate e spesso dedite in parallelo ad altre attività illegali.
Ogni anno migliaia di elefanti, tigri rinoceronti vengono massacrati. Secondo l’UNDC (Ufficio delle Nazioni Unite per Droghe e Crimini) sono 7000 le specie minacciate dal bracconaggio e dal commercio illegale. Dobbiamo salvarle e dobbiamo farlo anche per la nostra salute. Braccare e trasportare animali selvatici facilitano la trasmissione di malattie tra specie diverse, perché nei mercati illegali gli animali vengono commerciati vivi, ammassati e macellati sul posto, con un enorme rischio di diffusione di malattie zoonotiche. I ranger hanno un ruolo fondamentale per tutelare la biodiversità. Senza paura fronteggiano i bracconieri, studiandone i traffici e proteggendo direttamente specie in pericolo e comunità indigene, considerate da millenni guardiane della natura. I rangers sono donne e uomini che rischiano la loro incolumità per il futuro del Pianeta e lo fanno molto spesso senza un salario adeguato, senza assistenza sanitaria, formazione e strumentazione necessaria.

Le nostre azioni

Fare pressione sui governi dei Paesi in cui è diffuso il fenomeno, per chiedere l’adozione di leggi urgenti per la chiusura del commercio illegale.

Potenziare la nostra azione contro il commercio illegale in Asia, presidiando le principali rotte di questo commercio criminale.

Svolgere attività investigative e sul campo per permettere ai Ranger di combattere il bracconaggio sul campo, dobbiamo garantire loro il giusto equipaggiamento e formazione adeguata. Inoltre dobbiamo assicurare che siano rispettati gli standard lavorativi previsti dalla normativa internazionale, e la parità di genere.

Accogliere e curare gli animali selvatici ed esotici sottratti ai trafficanti nei nostri Centri di Recupero.

Combattere il commercio online grazie alla Coalizione contro il Commercio Illegale di Specie che abbiamo creato e che è composta da 34 aziende tra le maggiori società,
di e-commerce, hi-tech e social media al mondo come Google, Microsoft, Facebook.

Educare ed informare, rivolgendoci ai cittadini tramite campagne di sensibilizzazione per fermare il consumo insostenibile di fauna selvatica.

Cambiamento climatico

Goal: entro il 2030 chiediamo una transizione equa e giusta che limiti il riscaldamento a 1,5 °C, per proteggere le persone e la Natura

Perchè agire

Quello attuale è il decennio più caldo della storia: la temperatura del Pianeta si è innalzata di 1,1°C e si stima che a 1,5°C il 20-30% delle specie si estinguerebbe. Gli
impatti dei cambiamenti climatici sono particolarmente gravi e veloci nelle regioni polari, provocando la fusione dei ghiacci con conseguenze su tutto il sistema climatico del Pianeta. Il cambiamento climatico sta già provocando impatti e fenomeni di frequenza e intensità mai visti nella storia umana e con essi sofferenze, perdita di vite, sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità.

La crisi climatica

La comunità scientifica è ormai unanime nell’indicare le attività umane quale responsabile della crisi climatica. La concentrazione di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli record: la CO2 in atmosfera viene attualmente stimata, in media, in 413 parti per milione (in volume), una concentrazione che non si registrava da almeno 650 mila anni, ma probabilmente da molto prima. La deforestazione è strettamente correlata ai cambiamenti climatici, come in un circolo vizioso, poiché gli alberi mitigano gli effetti dei cambiamenti climatici assorbendo CO2, mentre gli alberi tagliati emettono le loro riserve di CO2 nell’ambiente. L’azione del WWF sul clima e l’energia ruota intorno ai capisaldi che ci sono propri: alleanze, interlocuzione, proposta, indipendenza, autorevolezza scientifica e tecnica. Mettiamo in campo tutte le nostre competenze e tutta la nostra passione per invertire la rotta!

Le nostre azioni

Promuovere programmi di coinvolgimento delle imprese per lo sviluppo di politiche orientate alla riduzione delle emissioni climalteranti.

Promuovere iniziative per convincere il settore finanziario a non investire più, direttamente e indirettamente, nel carbone e negli altri combustibili fossili, sostenendo invece le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

Chiedere ai governi di adottare misure immediate e concrete contro la crisi climatica e
l’inquinamento e a favore di città green ed energie rinnovabili.

Tutelare gli ambienti e le specie animali che più sono a rischio a causa del cambiamento climatico.

Realizziamo campagne di sensibilizzazione ed educhiamo le nuove generazioni a stili di vita più sostenibili.

Inquinamento da plastica

GOAL: Stop alla dispersione di plastica entro il 2030 

Perché agire

Ogni anno produciamo 396 milioni di tonnellate di plastica, 53 kg per ogni abitante. Solo poco più del 20% della plastica viene riciclato o incenerito, il resto finisce in discarica o direttamente disperso nell’ambiente. Gran parte viene scaricato in mare. La plastica sopravvive fino a 600 anni e in realtà, non scompare mai, si frammenta solo in pezzi più piccoli. Attualmente nei mari sono presenti oltre 150 milioni di tonnellate di
plastica che, con la loro presenza, compromettono la sopravvivenza di piante e
animali, compreso l’uomo. Senza un rapido ed efficace cambio di rotta nel 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesce.

Mediterraneo

I mari del mondo sono soffocati dalla plastica e anche il Mar Mediterraneo è tra i mari più inquinati al mondo. La plastica nel Mare nostrum rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge. I grandi pezzi di plastica feriscono, strangolano e causano spesso la morte di animali, incluse specie protette come le tartarughe marine o i cetacei. Ma sono le microplastiche, frammenti più piccoli e insidiosi, a raggiungere nel Mediterraneo concentrazioni record, le più alte mai registrate al mondo. Le microplastiche vengono ingerite da pesci, molluschi e crostacei. In questo modo finiscono nei nostri piatti e nel nostro corpo. Il 2020 si preparava ad essere l’anno del plasticfree. Il problema non era risolto ma si stavano facendo passi avanti. Poi è arrivato il Covid-19 ed è comparsa un’aggravante imprevista: un’impennata senza precedenti di rifiuti plastici, di mascherine e di guanti
dispersi in natura e in grado di raggiungere i nostri mari. Per risolvere un problema tanto complesso, occorrono soluzioni complesse che coinvolgano tutti gli attori: la ricerca, la partecipazione dell’industria, la consapevolezza e coinvolgimento dei cittadini e una forte volontà politica a livello nazionale e sovranazionale.

Le nostre azioni

Salvare le specie marine. Nei nostri centri di recupero accogliamo e curiamo tartarughe marine e altre specie ferite.

Ripulire spiagge e fondali inquinati da rifiuti di plastica grazie alla nostra iniziativa sul territorio “Tour Plastic Free” e promuovere campagne di sensibilizzazione per educare la popolazione alla raccolta differenziata e alla riduzione del consumo di plastica soprattutto monouso.

Stiamo facendo pressione sui Governi per ottenere un trattato globale legalmente vincolante per tutti i paesi del mondo, volto a contrastare l’inquinamento marino da plastica.

Ampliare il nostro network dei Centri attivi sul territorio per la Difesa del Mare, con la creazione di un nuovo centro di ricerca polifunzionale e multimediale presso l’Oasi di Orbetello.

Lavorare con un network di città chiave in ambito turistico e commerciale e che si affacciano sul Mediterraneo, per combattere l’inquinamento da plastica e sensibilizzare cittadini e turisti.

Lotta ai pesticidi e protezione degli impollinatori

GOAL: Ridurre l’uso di pesticidi del 50% entro il 2025 e introdurre incentivi fiscali per la transizione ecologica dell’agricoltura  

Perché agire

Erbicidi, fungicidi e insetticidi sono sostanze usate in maniera massiccia nell’agricoltura
industriale. A causa della loro persistenza hanno finito per accumularsi nell’ambiente con gravi effetti tossici per l’uomo e le altre specie. Queste sostanze si ritrovano ormai stabilmente in aria, acqua, suolo e cibo. I pesticidi entrano nella catena alimentare e sono una minaccia per noi, per gli impollinatori e per tanti altri organismi viventi. Secondo l’OMS ogni anno 26 milioni di persone vengono avvelenate dai pesticidi. La popolazione di api si è ridotta del 75% negli ultimi 30 anni a causa dell’uso diffuso di queste sostanze, con effetti drammatici sulla sicurezza alimentare globale.

Gli impollinatori

A causa dei pesticidi stiamo perdendo degli alleati preziosi per la sopravvivenza del Pianeta. Gli impollinatori sono indispensabili per la sicurezza alimentare presente e futura. Quasi il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore dipendono dall’impollinazione animale. L’80 % di 1.400 piante che nel mondo producono cibo e prodotti dell’industria richiede l’impollinazione da parte non solo di api domestiche e selvatiche, ma anche vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli ed altri vertebrati. Se consideriamo le sole api selvatiche si tratta di un vero e proprio esercito di oltre 20.000 specie di
animali che insieme garantiscono l’impollinazione dei fiori da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale. Se vogliamo avere un futuro su questo pianeta, dobbiamo salvare gli impollinatori - e noi stessi – dai veleni invisibili che abbiamo riversato in terra, in mare, nelle acque, nell’aria che respiriamo.

Le nostre azioni

Chiedere all'Unione Europea e al Governo italiano una transizione ecologica della nostra agricoltura e per la tutela degli impollinatori.

Dotare le Oasi WWF di nidi e rifugi per le api e gli altri insetti impollinatori.

Informare i consumatori sulla cultura del biologico attraverso attività di sensibilizzazione.

Lavorare con il settore agroalimentare per rendere le filiere più sostenibili, restituire spazi alla natura e ridurre l'uso dei prodotti chimici.

Lavoriamo ogni giorno per costruire un futuro in cui l'uomo possa vivere in armonia con la natura. 

Il World Wide Fund for Nature (WWF) è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi. 5 milioni di persone in tutto il mondo con il loro aiuto permettono al WWF di sostenere la sua sfida: 1.300 progetti concreti ogni anno per la tutela della biodiversità. In 60 anni di lavoro abbiamo salvato migliaia di esseri viventi, protetto intere aree marine, abbiamo difeso il pianeta e noi stessi. Questo è esattamente il momento in cui dobbiamo agire insieme, unendo gli investimenti, gli sforzi, gli intenti e contrastare concretamente e velocemente il trend anti-evolutivo che stiamo vivendo. Un vento di barbarie sta attraversando il Pianeta. Un’umanità impazzita si scaglia contro i propri simili causando stragi ed esodi biblici. La natura non sfugge a queste mortali aggressioni. Intere regioni, un tempo ricche di biodiversità, vengono rase al suolo, specie animali uniche sono massacrate. Le risorse marine sono saccheggiate e le ricerche petrolifere uccidono i grandi cetacei e ne compromettono gli habitat. Questo ritorno di ferocia belluina in nome del profitto non risparmia neppure il nostro Paese. 

(Fulco Pratesi, 2014) 

Per sostenere il progetto For Nature For Us contatta Sara Proietti al numero 3487796643
o scrivi una mail a s.proietti@wwf.it.

Coordinate per la donazione
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