piccola pesca | WWF Italy

Pescare oggi per domani

Insieme per garantire un futuro alla piccola pesca

© Micheal Gunter\WWF

Perchè è importante la piccola pesca?

La piccola pesca da millenni è parte integrante del patrimonio culturale delle comunità costiere e gioca un ruolo cruciale nel fornire cibo e sostentamento. E' un'attività che produce circa il 50% del pescato mondiale per il consumo umano e nei Paesi del Mediterraneo garantisce un lavoro a 137 mila persone. 

Un'attività che rischia di estinguersi

La sopravvivenza della piccola pesca è minacciata dal sovrasfruttamento degli stock ittici (basti pensare che nel Mar Mediterraneo più dell’80% di quelli valutati risulta sovrasfruttato), e da una mancanza di riconoscimento e rappresentanza dei pescatori artigianali nei processi decisionali a tutti i livelli (locali, nazionali ed internazionali). Abbiamo intervistato i pescatori artigianali di tutto il Mediterrane che ci hanno confermato quanto la loro attività sia profondamente danneggiata dalla pesca illegale e dalla cattiva gestione della pesca.

Il progetto "Pescare oggi per domani"

 

Il progetto "Transforming Mediterranean Small Scale Fisheries" è coordinato dal WWF in Italia, Croazia, Slovenia, Francia, Grecia, Spagna, Algeria, Tunisia e Turchia, e riconosciuto dalle autorità nazionali e internazionali (CE e GFCM).

Durerà 5 anni e ci siamo posti 3 obiettivi principali:

1. intendiamo sviluppare meccanismi di co-gestione della piccola pesca in 20 siti pilota nell'area Mediterranea;

2. vogliamo promuovere un miglioramento delle condizioni socio-economiche dei pescatori artigianali nei siti pilota;

3. incentiveremo la co-gestione della piccola pesca su scala nazionale e nel bacino Mediterraneo.

 

 

© Sergio Fai

Che cosa vogliamo fare?

Le azioni del progetto coinvolgeranno per tutta la sua durata, le autorità i pescatori e le comunità locali in diverse attività:

  • raccogliere dati tramite campionamenti scientifici, questionari e incontri per identificare le criticità locali e le opportunità di sviluppo. I dati raccolti saranno utilizzati ai fini del progetto e per pubblicazioni scientifiche, rispettando l’anonimato dei partecipanti;     

  • dare vita a enti di co-gestione rappresentativi della comunità locale, la cui attività dovrà persistere oltre la durata del progetto, per ideare soluzioni condivise per la gestione della pesca locale e per il miglioramento delle condizioni dei pescatori;    

  • agevolare l’accesso al mercato, diversificare le attività economiche e produttive dei pescatori e creare reti locali di cooperazione tra attività di pesca, ristorazione e turismo;   

  •  promuovere lo scambio di buone pratiche tra pescatori del Mediterraneo attraverso visite organizzate e attraverso l’istituzione di reti nazionali e internazionali di pescatori artigianali.

 

Parola d'ordine co - gestione

Siamo convinti che i sistemi di co-gestione, dove pescatori, ricercatori, amministrazioni e ONG collaborano per identificare soluzioni condivise, rappresentano lo strumento migliore per garantire un futuro alla piccola pesca, come sostenuto anche dalla Commissione Europea (CE) e dalla Commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo della FAO (GFCM).

3 siti pilota in Italia

In Italia le attività del primo anno di progetto si svolgeranno presso due Aree Marine Protette e sul Golfo di Patti, allo scopo di facilitare la risoluzione delle  criticità locali attraverso l’instaurarsi di un processo di co-gestione.

 

1. L’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre

L'AMP già da diversi anni è impegnata a sensibilizzare e promuovere la cooperazione con i pescatori locali per ridurre l'impatto della pesca. Nonostante ciò rimangono diversi problemi, come ad esempio la scarsa selettività degli attrezzi, la scarsa redditività economica, l’incapacità di sviluppare attività alternative, la ridotta percentuale di pescatori concretamente ingaggiata con l’AMP.


2. L’Area Marina Protetta Porto Cesareo

I problemi riscontarti nella zona includono catture scarse, abitudini di pesca impattanti e assenza di un mercato locale.  La recente istituzione del FLAG della Sardegna Centro-Occidentale, con sede all’interno dell’AMP, ha ampiamente facilitato la ripresa dei rapporti tra l’ente gestore e i pescatori, incrinati dalla scarsa efficacia ecologica dell’AMP. FLAG e AMP hanno recentemente dato inizio a un processo partecipativo con l'obiettivo di definire un piano d’azione per il miglioramento della pesca locale.

3. Il Golfo di Patti.

Un processo partecipativo è attualmente in corso con i pescatori di Patti per affrontare problemi come l’impatto elevato della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, la competizione con le imbarcazioni turistiche e l’assenza di controlli sulla qualità dei prodotti ittici, tutti fattori che contribuiscono al basso livello occupazionale e ricambio generazionale dei pescatori artigianali. 
 

© Michel Gunther

Collaborano con noi a livello locale:

 


                    

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Per ulteriori informazioni e domande sul progetto, non esitare a scriverci a  marineprojects@wwf.it 

 

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