Le vasche dell'ex zuccherificio di Castiglion Fiorentino trasformata in zona a protezione speciale | WWF Italy

Le vasche dell'ex zuccherificio di Castiglion Fiorentino trasformata in zona a protezione speciale

Notizie pubblicate su 23 June 2020
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Castiglion Fiorentino
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Le vasche di decantazione dell’ex Zuccherificio di Castiglion Fiorentino è una delle aree umide più importanti della Provincia di Arezzo, nel tempo è diventata rifugio, durante la migrazione, di specie di interesse e particolarmente protette, quali la Moretta Tabaccata, il Cavaliere d’Italia, la Cicogna Nera, il Biancone, ecc.

L’area in questione è da tanti anni una zona di protezione ai sensi della Legge Regionale sulla caccia, ma si tratta però di un vincolo debole che in teoria potrebbe essere rimosso in occasione di ogni piano faunistico. Da qui l’interesse del WWF Arezzo di porre un vincolo più importante, per poterla così trasformare in una Zona di protezione Speciale.
Lo stabilimento del gruppo Eridania (ora Maccaferri) ha chiuso la produzione nel 2006, dopo la chiusura si sono accavallate varie ipotesi sul riutilizzo di quest’area: dall’idea costruirci delle villette, alla creazione di un campo da golf. La crisi dell’edilizia ha fortunatamente messo un freno all’idea delle villette insieme al commissariamento del Comune, affinché non venisse preso alcun provvedimento. 

Il WWF Arezzo, insieme a LIPU si è interessato dell’area in quanto circolavano notizie sulla possibile vendita dei terreni da parte della proprietà, l’attuale gruppo Maccaferri, che ha sede a Bologna, inoltrando ripetute richieste alla Regione Toscana arrivando così alla designazione della ZPS. Con la delibera del 26 maggio scorso, infatti, il Consiglio Regionale della Toscana ha istituito ufficialmente Zona di Protezione Speciale “Vasche dell’ex-Zuccherificio di Castiglion Fiorentino e Colmata di Brolio”.

Questo importantissimo risultato, che pone sotto tutela due zone umide di eccezionale valore naturalistico, frequentate da numerose specie di uccelli di interesse europeo, arriva alla conclusione di un percorso durato anni, e che ha visto WWF e LIPU sempre in prima linea per la difesa di questi ambienti.

Grazie anche alla collaborazione degli Uffici regionali e alla sensibilità delle Amministrazioni territoriali, queste due zone umide fanno adesso parte della Rete Natura 2000, un network di aree protette istituite dall’Unione Europea per la tutela della biodiversità. WWF e LIPU chiedono però che questo importante risultato sia solo l’inizio di un percorso che porti ad una fattiva tutela di queste due zone umide, e delle numerose specie di fauna selvatica che vi si trovano.
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