I sistemi alimentari provocano l'80% di perdita di biodiversità | WWF Italy

I sistemi alimentari provocano l'80% di perdita di biodiversità

Notizie pubblicate su 21 April 2021
Campagna Food4Future, #DoEatBetter
© WWF Italia

La nuova campagna WWF Food4Future: 4 sfide rivolte al sistema alimentare per nutrire 8 miliardi di persone e salvare il capitale naturale globale


Il Pianeta non può reggere l’attuale sistema di produzione e consumo di cibo, che da solo causa l’80% di estinzione di specie e habitat a livello globale. Per il WWF non c’è più tempo per aspettare l’avvio della transizione ecologica dei sistemi alimentari, e alla vigilia della Giornata Mondiale della Terra lancia la sua Campagna Food4Future per promuovere modelli di produzione e consumo alimentari che, a cominciare dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che il Governo sta reimpostando, proteggano e conservino la natura, garantendo al tempo stesso cibo sufficiente, equo, pulito, sano e nutriente, per le generazioni attuali e future.
 
Quattro le aree d’azione urgenti che se messe in pratica subito a livello globale consentirebbero di rendere i sistemi alimentari più resilienti, inclusivi, sani e sostenibili, tenendo conto delle necessità umane e dei limiti del Pianeta: agire in campo (grow better), in mare (fish better), a tavola (eat better), riducendo perdite e sprechi alimentari (use better).
 
La visione del WWF è spiegata nel Manifesto Food4Future, dove si chiede a tutti un impegno concreto per fronteggiare la sfida più importante del secolo. Una delle chiavi del cambiamento si trova nelle abitudini alimentari dei singoli: con l’iniziativa #DoEatBetter rivolta ai consumatori, infatti, il WWF li identifica come perno centrale per un reale cambiamento e per indirizzare le abitudini alimentari verso comportamenti sani, sostenibili e responsabili. Il 2021 sarà un anno cruciale per l’alimentazione e per il ruolo che tutti (cittadini, governi e industrie) dovranno svolgere nell’affrontare una delle più grandi minacce per il nostro futuro.

 

VERSO I 10 MILIARDI: LA TERRA POTRÀ SFAMARCI ANCORA?

Entro il 2050 la popolazione mondiale arriverà a circa 10 miliardi di persone, mentre già oggi circa un miliardo soffre di fame cronica. È ormai evidente che abbiamo raggiunto il limite di alterazione dell’ecosistema Terra. Gli scienziati hanno stabilito i limiti per nove principali processi ambientali che, se fossero superati, porterebbero la Terra a diventare inabitabile. Purtroppo, quattro di essi sono già stati oltrepassati: l’80% dell’estinzione di specie ed ecosistemi sia terrestri sia marini dipende da quello che finisce sulle nostre tavole (e da quello che perdiamo e sprechiamo); con circa il 24% delle emissioni di gas serra di origine antropica, l’agricoltura è uno dei principali responsabili del cambiamento climatico e la prima causa di deforestazione mondiale per fare spazio a monocolture e allevamenti; l’incremento di utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, poi, ha sconvolto la chimica del Pianeta e inquinato ecosistemi e reti alimentari. Ma la tutela del Pianeta deve andare di pari passo con quella dei diritti umani e deve quindi essere accompagnata da un quadro di maggiore giustizia sociale del sistema food, rivolto ad assicurare equità, eradicazione della fame e diritti dei lavoratori.
 
Ci stiamo veramente “mangiando il Pianeta” e con esso il benessere e il futuro delle persone che lo popolano. Con la campagna Food4Future, il WWF sottolinea l’interconnessione dell’umanità con la natura e quanto il benessere dell’una sia indissolubilmente legato al benessere dell’altra. Da oggi e per il resto dell’anno verranno pubblicati una serie di contenuti sui canali digital e social del WWF, con tanti approfondimenti. Inoltre, grazie alla collaborazione di numerosi influencer e chef, e alla media partnership con Il Cucchiaio d’Argento che nella nuova sezione “Sostenibilità” del proprio sito rilancerà i contenuti della campagna;verranno poste all’attenzione 4 sfide da affrontare con urgenza, gli obiettivi da raggiungere per tutti gli ambiti delle filiere alimentari, e le raccomandazioni WWF ad aziende, istituzioni e cittadini.
 
“Il Pianeta ha mostrato la finitezza delle proprie risorse e la fragilità dei propri meccanismi di funzionamento. Dobbiamo correre ai ripari a cominciare da oggi, dalla prossima spesa che faremo” afferma Eva Alessi, Responsabile consumi sostenibili e risorse naturali di WWF Italia. “È fondamentale modificare i sistemi alimentari, dalla produzione al consumo, per renderli più resilienti, inclusivi, sani e sostenibili, tenendo conto delle necessità umane e dei limiti del Pianeta.  Quattro sono le aree in cui è urgente agire, in campo, in mare, a tavola e nella riduzione di perdite e sprechi alimentari. Il cibo è la leva più potente per migliorare la salute umana e degli ecosistemi. Invitiamo tutti a leggere il nostro Manifesto e seguire i vari approfondimenti che affronteremo nel corso dell’anno: se insieme correggiamo il sistema alimentare contribuiremo alla stabilità del sistema Terra”.
 
Il 2021 sarà un anno cruciale per il food anche sul piano del dibattito internazionale, grazie al primo Summit sui Sistemi Alimentari delle Nazioni Unite (UNFSS) che si svolgerà a New York a settembre, e che verrà inaugurato con un pre-summit a fine luglio proprio a Roma. A questo si aggiungeranno anche altri importanti appuntamenti connessi al food system: dalla conferenza ONU sugli oceani, alle Conferenze delle Parti sul cambiamento climatico (la COP 26), sulla biodiversità (la COP 15) e sulla desertificazione; senza dimenticare gli appuntamenti tematici del G20 in Italia, a giugno a Matera sulla sicurezza alimentare e a settembre a Firenze sull’agricoltura.
Le istituzioni hanno il compito di fare la propria parte adottando un approccio integrato e coordinato in virtù del collegamento alimentazione - salute - ambiente – società, fino al coinvolgimento delle amministrazioni comunali e le comunità territoriali nello sviluppo di politiche alimentari urbane volte ad affrontare la malnutrizione, le sfide ambientali e le disuguaglianze sociali.
 
In ultimo anche le aziende avranno un ruolo sempre più centrale e sarà necessario che investano nell'adozione di impegni volontari per la sostenibilità, al di là della conformità normativa, coinvolgendo e supportando tutti gli attori della propria filiera produttiva. Per questo il WWF raccomanda che venga data priorità al capitale naturale, alla conservazione della biodiversità, all’uso efficiente delle risorse naturali, alla chiusura dei cicli produttivi, alla bioeconomia ed economia circolare imparando ad operare e produrre nei limiti di un solo Pianeta.

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