Cause della perdita | WWF Italy

Cause della perdita

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Alberi tagliati
© © Shutterstock / wawritto / WWF Regional

Perché la biodiversità sta scomparendo?

La biodiversità globale e la natura stanno scomparendo a un ritmo allarmante in diminuzione più velocemente del tasso naturale di estinzione a causa di molti problemi e cambiamenti: in ordine, la modificazione dei terreni e dei mari, l'utilizzo diretto delle specie viventi, il cambiamento climatico, l'inquinamento e la diffusione delle specie aliene. 
 

Le Minacce

Il consumo di suolo: 

In un recente paper su "Nature", nell'analisi delle prevalenti minacce per le oltre 8.500 specie (minacciate o vicine allo stato di minaccia, come indicate nella Red List dellea IUCN) è stato riscontrato che il principale driver del declino della biodiversità è il degrado del suolo, dovuto al sovrasfruttamento e all'agricoltura. 
Negli ultimi 50 anni la nostra Impronta Ecologica, ossia il nostro consumo di risorse naturali, è incrementata del 190% con un effetto diretto sul consumo di suolo. in uno studio realizzato in 46 paesi in area tropicale e subtropicale è stato documentato che l'agricoltura commerciale e l'agricoltura di sussistenza sono state responsabili, rispettivamente, di circa il 40% e il 33% della conversione forestale tra il 2000 e il 2010. Il rimanente 27% è stata causata dalla crescita urbana, dall'espansione delle infrasfrutture e dalle attività minerarie. 
Questo progressivo degrado esercita numerosi impatti, diretti ed indiretti, sulla ricchezza della biodiverstià.
 

Il cambiamento climatico: 

I meccanismi con cui i cambiamenti climatici possono mettere a rischio la biodiversità del pianeta sono diversi, fra cui i più importanti: i cambiamenti nelle temperature terrestri e marine, le modificazioni nel regime delle precipitazioni, nel livello dei mari, nell'estensione e durata dei ghiacci terrestri e marini, nell'albedo, nella frequenza e nell'intensità degli eventi meteorici estremi. 
Come ben illustrato da un paper scientifico recente gli impatti del cambiamento climatico esercitano effetti molto importanti su tanti processi ecologici, come effetti genetici, fisiologici e morfologici sugli organismi, sulla struttura delle popolazioni e sulla loro dinamica e sulla distrubuzione delle specie.
L'analisi curata dalla IUCN, che registra lo stato in cui versano le specie di mammiferi e uccelli, indica che quasi la metà (il 47%) delle specie di mammiferi marini monitorate e quasi un quarto degli uccelli (24,4%) subiscono l'impatto negativo dovuto ai cambiamenti climatici. In totale si tratta di circa 700 specie. 
 

L'inquinamento: 

Il modello di sviluppo che abbiamo voluto, perseguito e diffuso, difatto, in tutti i paesi del mondo si basa sulla crescita continua dell'utilizzo di risorse naturali e della trasformazioni e devastazione di tutti gli ambienti naturali. Un modello impostato su processi lineari, al termine dei quali di produce sempre uno scarto, un rifiuto, in pratica l'inquinamento. 
L'inquinamento atmosferico, dove hanno grande peso le centrali elettriche a carbone, miete ogni anni 7 milioni di vittime. 
Ma l'inquinamento è anche nei nostri mari. Solo nel Mar Mediterraneo si stima che ogni anno vengano riversate nel nostro mare 600mila tonnellate di petrolio e 570 mila tonnellate di plastica. 
 

Diffusione delle specie esotiche: 

Le specie esotiche, talvolta chiamate "aliene", sono piante, animali e altri organismi introdotti dall'uomo, accidentalmente o volontariamente, al di fuori della loro area di origine. Attualmente si stima che siano ben 12.000 le specie alienen introdotte in Europa con un incremento vertiginoso (+96%) negli ultimi 30 anni. 
Le specie aliene sono considerate una delle minacce mondiali per la biodiversità, per questo l'Europa ha stilato un elenco di 49 specie invasive più pericolose e vietato per esse l'introduzione e il transito nel territorio nazionale; la detenzione; l'allevamento e la coltivazione; il trasporto, la vendita, il commercio e l'utilizzo, ma anche la cessione a titolo gratuito o lo scambio; così come la riproduzione e il rilascio nell'ambiente. 

Tasso di perdita della biodiversità

 
	© Steve Morello / WWF

L'attuale tasso di perdita della biodiversità mondiale ha raggiunto oggi livelli senza precedenti.
Il recente rapporto "Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services" dell'IPBES ha calcolato che alemeno un milione di specie viventi sono in via di estinzione, su di una sima delle specie esistenti ritenuta intorno agli 8 milioni, e diverse di queste estinzioni si prevede avranno luogo nell'arco delle prossime decadi. 
Il tasso totale di estinzione delle specie è già a un livello che supera dalle decine alle centinaia di volte la media del livello di estinzione verificatesi negli ultimi 10 milioni di anni. 

Cosa significa perdere la biodiversità?

Perdere la biodiversità vuol dire mettere a rischio la nostra vita e quella delle generazioni che verranno su questo pianera. 

Perdere la biodiversità significa: 
perdere una fonte di risorse naturali cruciali per le necessità e le attività umane;
perdere il più prezioso alleato contro gli effetti deleteri prodotti dall’uomo sul clima e
sugli altri cosiddetti confini planetari “Planetary Boundaries” perdere una ricchezza
infinita (conosciamo solo una piccola parte di tutte le forme di vita presenti sul
Pianeta) del materiale genetico utile per adattarci ai nuovi e grandi cambiamenti
prodotti dall’uomo, comprendere meglio la vita e difenderci da esistenti e future
malattie;
perdere principi naturali cruciali per la produzioni di attuali e future medicine;
perdere sistemi naturali di protezione dagli eventi estremi prodotti dai cambiamenti
climatici;
• aumentare la desertificazione del pianeta (ogni anno si desertificano 12 milioni di
ettari di terra fertile);
perdere le nostre fonti di ispirazione per le nuove tecnologie e la capacità
rigenerativa psicoculturale che i sistemi naturali ci offrono.
perdere la capacità di immagazzinare e rigenerare depositi di acqua potabile;
perdere un capitale naturale sicuro da utilizzare nei momenti di crisi. 

L'impatto dell'uomo sulla biodiversità

L'intervento umano ha trasformato significaticamente il 75% della superficie delle terre emerse, ha provocato impatti comulativi per il 66% delle aree oceaniche ed ha distrutto l'85% delle zone umide
Questo sconcertante tasso di cambiamento globale della struttura e delle dinamiche degli ecosistemi della Terra, dovuto alla nostra azione, ha avuto luogo in particolare negli ultimi 50 anni e non ha precedenti nella storia dell'umanità.