Oasi e biodiversità | WWF Italy

Oasi e biodiversità

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Oasi Cratere degli Astroni
© A. Agapito L.

Le Oasi sono uno degli strumenti principali per tutelare la biodiversità e raggiungere uno sviluppo sostenibile

"Ciascuna Parte contraente, nella misura del possibile e come appropriato, istituisce un sistema di zone protette o di zone dove misure speciali devono essere adottate per conservare la diversità biologica." Recita così il primo comma dell'Articolo 8 della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità, sottoscritta ad oggi da 193 paesi del mondo.

Si tratta della Convenzione internazionale considerata più completa: i suoi obiettivi si applicano praticamente a tutti gli organismi viventi della terra, sia selvatici che selezionati dall'uomo. E l'istituzione e la difesa di zone protette costituiscono passi fondamentali per la tutela della bioniversità naturale.


Un mosaico di ambienti

Nelle Oasi sono rappresentati quasi tutti gli ambienti naturali del nostro paese: si va dalle praterie alpine alle coste di gesso, dall'insieme di aree umide più vasto d'Italia ai canyon selvaggi, dalle cascate alle grotte, dai boschi planiziali alle foreste mediterranee.

Ci sono aree che senza il WWF oggi non esisterebbero, perché l'intervento del WWF le ha salvate da mire speculative (Monte Arcosu, Torre Salsa, Valtrigona) altre che dopo essere state abbandonate al degrado e sottoposte a caccia e sfruttamento sono tornate a vivere (Rocconi, Capo Rama, Burano, Macchiagrande). Ci sono animali e piante in diminuzione ovunque che grazie alle Oasi hanno trovato un rifugio sicuro. Come il cervo sardo, ormai salvo dall'estinzione, o la lontra che continua a farsi vedere nell'Oasi di Persano, sul fiume Sele. Così le tante piante, spesso endemiche, o i complessi vegetali sempre meno diffusi come le abetine lungo l'Appennino, i boschi igrofili, le foreste sempreverdi.

Un sistema distribuito in tutta le penisola e nelle isole, custodito direttamente o in collaborazione, costituito da aree prese in gestione da privati o affidate al WWF dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali. Ci sono anche aree acquistate grazie a campagne di sottoscrizione popolare, altre donate o lasciate in eredità. Questo straordinario patrimonio è a disposizione di tutti.

Minacce

La biodiversità italiana: un sogno in pericolo
  • DISTRUZIONE DELL'HABITAT. Non basta che un'area sia protetta per scongiurarne i pericoli: costruzione di strade, sbancamenti o cave sono pericoli costanti.
  • BRACCONAGGIO. Nonostante vigilanza e controlli, il bracconaggio non smette di minacciare la nostra fauna, anche nelle Oasi. La caccia e il bracconaggio sono pericoli quotidiani che vanno fronteggiati con risorse supplementari, azioni legali e tanta sorveglianza.
  • INCENDI. Ogni estate gli incendi bruciano in Italia migliaia di ettari di bosco, in special modo nelle aree protette. Il WWF ne sa qualcosa: Policoro (Basilicata, dove è andato distrutto il maneggio e parte del bosco), Torre Guaceto (Puglia), Calanchi di Atri (Abruzzo), e Lago Preola in Sicilia, sono solo gli episodi più gravi verificatisi nelle ultime due estati. E' necessario rafforzare la presenza sul territorio.
  • CAMBIAMENTI CLIMATICI. Aumento delle temperature ed eventi meteorologici estremi stanno mettendo in grande difficoltà molte Oasi, in particolare habitat come i boschi costieri e le aree umide. La rarefazione degli anfibi – rane, salamandre, raganelle – è uno dei campanelli d’allarme che il WWF registra da qualche anno con “Osservatorio Oasi” , progetto grazie al quale in molte aree strategiche si stanno monitorando alcuni indicatori biologici (specie animali sensibili, oltre gli anfibi, come le farfalle notturne e dal 2013 anche le rondini) e fisici (con apposite centraline meteo).

Dal diario di Fulco Pratesi

La straordinaria Natura d'Italia è fonte di ispirazione. E' la nostra vera fonte di ispirazione.
“Un giorno, mentre mi trovavo a caccia di orsi nei boschi della Turchia, ho assistito ad una scena che mi ha cambiato la vita: un'orsa con i suoi tre cuccioli, a pochi metri da me. In una manciata di secondi ho capito che stavo facendo una follia. Sono tornato in Italia, ho venduto i fucili e, con un gruppo di amici appassionati di natura, ho fondato il WWF. In me era nato un sogno: proteggere gli animali, gli ambienti, fare qualcosa per costruire un mondo di armonia tra uomo e natura.”

"Frequento le Oasi WWF da 45 anni: questi gioielli della biodiversità italiana mi hanno regalato gioie ed emozioni memorabili. L’apparizione inaspettata di un animale raro è stata spesso il punto di partenza per la creazione di una nostra area protetta ad esso dedicata.

Ecco un piccolissimo concentrato di ricordi:

La salita alla neonata Oasi di Monte Arcosu in Sardegna, acquistata nel 1985 con i soldi dei Soci era, in quel luglio, molto faticosa. La visione, tra i lentischi e i mirti, di un cervo sardo, protagonista della nostra campagna raccolta fondi, mi aveva già rasserenato. Ce n’erano allora un centinaio, oggi sono più di mille nella Riserva WWF.
Ma lo spettacolo più emozionante fu la visione augurale di un’aquila di Bonelli (in tutta l’Isola ne restavano solo tre o quattro coppie), inseguita, pensate un pò, da un infuriato falco pellegrino.

Una storia a lieto fine è quella del lupo. A metà degli anni ’70 erano appena 100, quando il WWF lanciò “l’Operazione San Francesco”. La campagna permise di ottenere leggi più severe, il risarcimento per i danni e soprattutto una maggiore sensibilità per sdoganare la brutta immagine del lupo delle favole.
Ricordo le farfalle Melanargia arge in tripudio sui fiori di scabiosa nell’Oasi di Monte S.Elia e tante altre grandi e piccole emozioni che la natura regala a chi l’ama e contribuisce generosamente a salvarla."
 
	© Fulco Pratesi
Riccio
© Fulco Pratesi
 
	© Fulco Pratesi
Ghiandaia
© Fulco Pratesi

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